Economia - 02 novembre 2026, 19:00

Artigianato in difficoltà nel Novarese: più chiusure che nuove imprese

Nel terzo trimestre del 2026 registrate 105 nuove attività e 107 cessazioni. Confartigianato lancia l'allarme sui costi e sulle difficoltà del settore

Il settore artigiano continua ad attraversare una fase delicata anche in provincia di Novara. Tra luglio e settembre 2026 sono state registrate 105 nuove imprese, a fronte di 107 cessazioni, con un saldo negativo di due attività. Un dato contenuto nei numeri, ma che si inserisce in un quadro regionale caratterizzato da difficoltà diffuse per il comparto.

A fotografare la situazione è l'analisi sulla demografia delle imprese artigiane piemontesi nel terzo trimestre dell'anno, elaborata dall'Ufficio Studi di Confartigianato Imprese sulla base dei dati Movimprese e Infocamere-UnionCamere.

In Piemonte, nello stesso periodo, le nuove iscrizioni sono state 1.448, mentre le cessazioni hanno raggiunto quota 1.493, determinando un saldo negativo di 45 imprese e un tasso di flessione dello 0,04%. Al 30 settembre il numero complessivo delle attività artigiane presenti sul territorio regionale era pari a 112.858.

Il dato novarese si colloca dunque in una tendenza negativa che coinvolge diverse province piemontesi. Torino registra il saldo peggiore, con 54 imprese in meno, seguita da Biella con 12 e Cuneo con 8. Nel Verbano Cusio Ossola il bilancio è negativo di tre unità, mentre Vercelli e Asti chiudono il trimestre con risultati positivi, rispettivamente di quattro e nove attività.

La situazione dell'artigianato appare particolarmente significativa se confrontata con quella dell'intero sistema imprenditoriale regionale. Considerando tutti i settori economici, infatti, il Piemonte ha chiuso il terzo trimestre con un saldo positivo di 694 imprese e un tasso di crescita dello 0,17%.

"Pur essendo variazioni percentuali contenute, per il nostro settore rappresentano un campanello d'allarme, anche in considerazione del fatto che a livello nazionale le imprese artigiane sono in crescita", sottolinea Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte.

Tra le principali criticità evidenziate dall'associazione figurano l'aumento dei costi operativi, il caro energia e le difficoltà che interessano in particolare il settore dell'autotrasporto. Secondo Felici, il rincaro del gasolio e la riduzione dei margini stanno mettendo sotto pressione numerose attività, rendendo sempre più complicata la programmazione degli investimenti.

Per Confartigianato diventa quindi fondamentale sostenere la nascita di nuove imprese, accompagnare quelle già esistenti e favorire il ricambio generazionale, preservando competenze e professionalità che rappresentano una componente importante dell'economia locale.

"Non chiediamo privilegi, ma condizioni eque per fare impresa, competere e creare occupazione", conclude Felici, sollecitando un confronto con le istituzioni per individuare misure concrete a sostegno del comparto.

a.f.