Attualità - 17 ottobre 2026, 09:30

Orta San Giulio, tutti i vincitori di Corto e Fieno 2026

Si è conclusa la diciassettesima edizione del Festival Internazionale del Cinema Rurale. Il Rastrello d'oro a Theo Panagopoulos, tre film premiati dal pubblico

Si è conclusa a Orta San Giulio la diciassettesima edizione di Corto e Fieno, il Festival Internazionale del Cinema Rurale, che dal 9 all'11 ottobre ha animato Palazzo Penotti Ubertini con proiezioni, incontri e dibattiti. Tre giornate dedicate al tema dell'identità, scelto come filo conduttore della manifestazione, che hanno richiamato spettatori, appassionati e registi internazionali.

Il festival, nato da un'idea di Asilo Bianco, ha proposto opere cinematografiche dedicate al rapporto tra uomo, natura e territorio, affrontando attraverso il cinema le trasformazioni delle comunità rurali contemporanee.

Il riconoscimento principale, il Rastrello d'oro della sezione Frutteto, è stato assegnato a "The Flowers Stand Silently, Witnessing" di Theo Panagopoulos. La giuria ha premiato la capacità del cortometraggio di utilizzare materiali d'archivio per restituire visibilità e dignità a persone e territori segnati dalla guerra, attraverso una riflessione sul rapporto tra immagini, memoria e identità.

Lo Zappino d'oro, premio speciale della giuria intitolato a Maria Adriana Prolo, fondatrice del Museo Nazionale del Cinema, è andato a "Zohra on the Road" di Pierre-Loup Docteur. L'opera è stata apprezzata per la capacità di affrontare con ironia gli stereotipi generazionali e culturali ambientati nella campagna francese.

Nella sezione Germogli, dedicata al cinema d'animazione, l'Innaffiatoio d'oro è stato attribuito a "A Pain in the Butt" di Elena Walf, un cortometraggio che racconta attraverso l'incontro tra un cane e un riccio i temi della diffidenza e della collaborazione.

Il Premio Asilo Bianco è stato invece assegnato a "Moving Mountains" di Andrea Costa, per il racconto del lavoro rurale e del legame tra l'uomo e la montagna. Il riconoscimento Best Beast, dedicato agli animali protagonisti delle opere cinematografiche, è andato a "Air Horse One" di Lasse Linder.

La giuria, composta da Elio Sacchi, Ludovica Fales e James Berclaz-Lewis, ha inoltre attribuito due menzioni speciali: a "A Nobody Barks (Ningú Borda)" di Júlia Coldwell Serra, per la rappresentazione dei rapporti tra gli abitanti di un villaggio e la natura, e a "Rezbotanik" di Pedro Gonçalves Ribeiro, per la riflessione sul rapporto tra ambiente e contesto urbano.

Tre i vincitori ex aequo della Vanga d'oro, il premio assegnato dal pubblico: "Zohra on the Road" di Pierre-Loup Docteur, "Weeds" di Pola Kazak e "Moving Mountains" di Andrea Costa. I tre cortometraggi hanno ottenuto il maggiore consenso degli spettatori presenti alle proiezioni.

Soddisfazione è stata espressa dal direttore artistico Cristian Cerutti, che ha sottolineato l'accoglienza riservata alla manifestazione e la partecipazione del pubblico.

"Siamo estremamente felici dell'accoglienza che Orta San Giulio ha riservato a questa XVII edizione", ha dichiarato Cerutti, evidenziando come il tema dell'identità abbia permesso di mettere a confronto prospettive differenti sul mondo rurale.

La manifestazione ha coinvolto anche il territorio attraverso incontri e iniziative collaterali, confermando il legame tra il festival e le comunità locali. Con la premiazione dei cortometraggi si chiude l'edizione 2026, mentre gli organizzatori hanno già dato appuntamento al prossimo anno per la diciottesima edizione.

a.f.