(Adnkronos) - La traccia sui pedali della bici di Alberto Stasi? "Non ho eseguito personalmente l’analisi genetica del campione, né ho valutato o interpretato alcun profilo genetico relativo al caso Garlasco durante il periodo del mio servizio presso il Ris di Parma". Lo sostiene l'ex carabiniere del Ris di Parma, Giorgio Portera, che 'dissocia' il suo nome dal caso e spiega che l'unico collegamento alle attività analitiche di quel campione "deriva dalla registrazione di un accesso effettuato con la mia user personale nell’ambito dell’ultima fase di lavorazione della specifica traccia".
"L’attività a cui può essere ricondotto il mio accesso - spiega in una nota - consisteva esclusivamente nella fase finale di caricamento del campione sul sequenziatore. Non posso oggi stabilire con certezza se tale operazione sia stata materialmente eseguita da me oppure da un collega che ho fatto accedere allo strumento utilizzando la mia user". Un'attività tecnica e strumentale, "ossia l'inserimento di un campione già lavorato da altri, attività priva di qualsiasi interpretazione dei risultati, inserita nell'ambito della gestione di una delle numerose tracce sottoposte ad analisi" aggiunge.
"La natura del tutto marginale di tale attività è ulteriormente confermata dal fatto che solo oggi, a distanza di anni e a seguito della divulgazione dei dettagli relativi ai raw data, ho ricondotto quell'accesso al campione in questione, ricordando un episodio che, all'epoca, rientrava nella normale gestione quotidiana di numerosi campioni" conclude Portera.