Attualità - 28 agosto 2026, 18:35

Raccolta del riso al via in anticipo

Le operazioni in provincia inizieranno già nei primi giorni di settembre dopo il grande caldo. Oltre 33 mila gli ettari seminati: la siccità ha colpito soprattutto alcune zone più lontane dalle prese irrigue

La raccolta del riso partirà in anticipo nel Novarese. Nei primi giorni di settembre inizieranno le operazioni nei campi, circa una decina di giorni prima rispetto alle normali tempistiche, anche per effetto delle elevate temperature che hanno caratterizzato l'estate.

Secondo il sondaggio dell'Ente Nazionale Risi, quest'anno in provincia di Novara sono stati seminati poco più di 33 mila ettari. La superficie risulta soltanto leggermente inferiore rispetto al 2025, con una variazione sostanzialmente in linea con il calo dello 0,5% registrato a livello nazionale.

Sulla stagione pesa inevitabilmente la siccità, anche se gli effetti sul territorio sono stati più contenuti rispetto alla grave crisi del 2022, quando nel Novarese andarono persi circa 3 mila ettari. Il sistema delle turnazioni irrigue adottato negli ultimi anni ha consentito di limitare le conseguenze della carenza d'acqua, che si sono concentrate soprattutto nelle aree più lontane dalle prese.

Tra le zone che hanno incontrato maggiori difficoltà figurano alcuni terreni compresi tra Cavagliano, frazione di Bellinzago Novarese, e Caltignaga, serviti dal diramatore Alto Novarese. Durante l'estate il sistema ha risentito della riduzione delle portate del canale Regina Elena, alimentato dal Ticino e quindi dal Lago Maggiore. Le condizioni climatiche hanno però contribuito a contenere la diffusione del brusone, una delle principali malattie fungine del riso.

Il settore guarda già alla prossima stagione e al rapporto tra la tradizionale semina in sommersione e quella in asciutta, che nel Novarese interessa ormai una quota stimata tra il 70 e l'80% delle superfici. Tra i temi sul tavolo c'è la possibilità di recuperare un maggiore equilibrio tra le due tecniche, anche per favorire la ricarica della falda, senza trascurare le esigenze legate al contrasto delle infestanti e alla gestione dell'acqua.

A preoccupare i risicoltori sono inoltre i costi di produzione e l'andamento del mercato. I dati dell'Ente Risi indicano un aumento medio del 45% per il gasolio agricolo e del 38% per l'urea, uno dei principali fertilizzanti azotati. Incrementi che si accompagnano alla diminuzione delle quotazioni del risone e rendono particolarmente complessa la stagione 2026 per le aziende del territorio.

a.f.