Caldo, siccità e scarsità d'acqua stanno mettendo sotto pressione anche gli allevamenti del Novarese. Le conseguenze delle condizioni meteorologiche delle ultime settimane si fanno sentire sulla produzione di latte e sulla disponibilità di foraggio, mentre aumentano i costi necessari per proteggere gli animali dalle temperature elevate.
Il problema parte dai campi. La siccità, insieme ai danni provocati in alcune zone dalla grandine, ha compromesso parte delle coltivazioni di mais e riso. La riduzione del raccolto di mais ha conseguenze dirette anche sulla zootecnia, perché diminuisce la quantità di trinciato disponibile per l'alimentazione delle vacche e rende più difficile accumulare le scorte necessarie per l'autunno e l'inverno.
Le alte temperature incidono contemporaneamente sulla quantità di latte prodotto. Con il caldo gli animali tendono infatti a mangiare meno, con una conseguente diminuzione della produzione. Per limitare lo stress termico, negli allevamenti vengono utilizzati sistemi di raffrescamento con grandi ventilatori e getti d'acqua.
In alcune stalle le ventole garantiscono un flusso continuo d'aria, mentre nelle corsie destinate all'alimentazione vengono attivati periodicamente getti d'acqua per abbassare la temperatura degli animali. I due sistemi lavorano in maniera coordinata, alternando la bagnatura alla ventilazione necessaria per favorire il raffrescamento.
Soluzioni che comportano però un ulteriore aumento delle spese, sia per l'energia necessaria al funzionamento degli impianti sia per il consumo d'acqua. Proprio la disponibilità idrica rappresenta un'altra delle principali criticità di questa estate.
Gli allevamenti che dipendono dalla rete irrigua alimentata dai canali Cavour e Regina Elena hanno dovuto fare i conti prima con una riduzione della disponibilità d'acqua e successivamente con turnazioni e ulteriori limitazioni. Una situazione che rende più complicato non soltanto irrigare le coltivazioni, ma anche mantenere in funzione con continuità i sistemi utilizzati per raffrescare gli animali.
Le difficoltà rischiano quindi di protrarsi oltre l'estate. Alla riduzione della produzione di latte nelle settimane più calde si aggiunge infatti la prospettiva di una minore disponibilità di foraggio nei prossimi mesi, che potrebbe rendere necessario integrare l'alimentazione degli animali con altri prodotti e determinare un ulteriore incremento dei costi per gli allevamenti del Novarese.