Attualità - 12 agosto 2026, 08:00

Pensioni, oltre 417 mila nuovi trattamenti nel primo semestre 2026

I dati dell'INPS: l'importo medio mensile alla decorrenza è di 1.264 euro. Nel 2025 le pensioni con decorrenza nell'anno erano state 892.108

Sono 417.061 le pensioni con decorrenza nel primo semestre del 2026, per un importo medio mensile alla decorrenza pari a 1.264 euro. È quanto emerge dall'ultimo monitoraggio dei flussi di pensionamento pubblicato dall'INPS, con dati rilevati al 2 luglio.

Il dato comprende le pensioni di vecchiaia, quelle anticipate, i trattamenti di invalidità e le pensioni ai superstiti delle gestioni prese in considerazione dall'Istituto, oltre agli assegni sociali. Nel 2025 le pensioni con decorrenza nell'anno erano state complessivamente 892.108, con un importo medio mensile alla decorrenza di 1.216 euro.

Guardando nel dettaglio ai primi sei mesi del 2026, sono state registrate 132.039 pensioni di vecchiaia e 100.356 pensioni anticipate. A queste si aggiungono 24.307 pensioni di invalidità e 106.927 trattamenti ai superstiti.

Per quanto riguarda le diverse gestioni, il Fondo pensioni lavoratori dipendenti conta 170.245 pensioni nel primo semestre 2026. Seguono la gestione dei dipendenti pubblici con 45.558, quella degli artigiani con 42.861 e quella dei commercianti con 38.296. I fondi speciali registrano 26.911 pensioni, i parasubordinati 24.551 e la gestione di coltivatori diretti, coloni e mezzadri 15.207. Gli assegni sociali sono stati invece 53.432.

L'INPS invita però alla cautela nel mettere a confronto i dati del 2025 con quelli del 2026. Le pensioni con decorrenza nel 2025 comprendono infatti anche quelle liquidate successivamente, fino al 2 luglio 2026, purché riferite all'anno precedente. I dati relativi al primo semestre 2026 comprendono invece esclusivamente i trattamenti liquidati entro il 2 luglio e con decorrenza entro giugno.

I numeri del 2026 sono quindi ancora suscettibili di variazioni in seguito alla futura liquidazione di trattamenti con decorrenza precedente al 2 luglio. Eventuali differenze nei volumi, precisa l'Istituto, possono dipendere anche dai diversi tempi necessari per la definizione delle pratiche amministrative e non necessariamente da variazioni nell'andamento dei pensionamenti.

comunicato stampa a.f.