Il Piemonte compie un passo avanti nella riduzione delle liste d'attesa sanitarie. È quanto emerge dal primo bollettino trimestrale di Agenas sull'andamento dei tempi di attesa, che analizza i dati del primo semestre 2026 confrontandoli con lo stesso periodo del 2025.
Secondo il report, la Regione rientra tra quelle che, pur mantenendo una percentuale di rispetto dei tempi per le prime visite ancora inferiore all'80%, hanno registrato un miglioramento significativo insieme a Emilia-Romagna e Provincia autonoma di Bolzano. A livello nazionale, sette Regioni confermano già livelli elevati di rispetto dei tempi massimi di garanzia, mentre Liguria e Lombardia sono quelle che hanno ottenuto i progressi più marcati.
Il monitoraggio, reso possibile dalla nuova Piattaforma nazionale per le liste d'attesa presentata lo scorso maggio, consente di seguire mese per mese l'andamento delle prenotazioni per 14 tipologie di prime visite e 22 esami diagnostici, offrendo un quadro aggiornato delle performance regionali.
Tra gli aspetti più rilevanti del rapporto, Agenas indica proprio il Piemonte come esempio di buona pratica organizzativa. La Regione ha infatti sviluppato specifici algoritmi per ottimizzare la gestione delle prenotazioni e migliorare l'utilizzo delle agende.
In particolare è stata introdotta una funzione di "equiparazione delle priorità", che permette alle richieste più urgenti di occupare gli slot rimasti liberi e inizialmente destinati a prestazioni con priorità inferiori. Il sistema, oggi attivo sul 97% delle agende regionali, opera automaticamente per ridurre i tempi di attesa.
A questo si aggiunge un meccanismo di rilascio automatico delle fasce orarie: gli appuntamenti riservati a categorie specifiche, se non prenotati entro 72 o 48 ore dalla data prevista, vengono resi disponibili a tutti gli assistiti, evitando che restino inutilizzati e aumentando le possibilità di accesso per i pazienti con priorità più elevate.
Secondo Agenas, queste soluzioni organizzative hanno consentito al Piemonte di migliorare in modo significativo la gestione delle prenotazioni con priorità "B" (breve), passando nell'arco di tre anni da valori intorno al 50% a percentuali superiori al 95%.
Anche sul fronte degli esami diagnostici il quadro nazionale mostra un andamento complessivamente positivo, con la maggior parte delle Regioni che conferma o migliora il rispetto dei tempi di garanzia.














