La mancanza di copertura telefonica nelle aree montane rappresenta un problema sempre più rilevante per la sicurezza di escursionisti, alpinisti e turisti. A lanciare l’allarme è Uncem, l’Unione nazionale dei Comuni, Comunità ed Enti montani, che chiede di inserire il potenziamento della rete telefonica tra le priorità della nuova programmazione dei fondi strutturali europei.
Il tema è tornato al centro dell’attenzione dopo l’intervento di soccorso avvenuto nei giorni scorsi a Valdieri, dove i soccorritori sono riusciti ad arrivare grazie alla segnalazione di un rifugista che aveva sentito le richieste di aiuto di un alpinista in difficoltà. L’assenza di segnale telefonico aveva infatti reso particolarmente complessa l’attivazione dei soccorsi.
Secondo la mappatura “dal basso” realizzata da Uncem, sono circa 5.600 le segnalazioni arrivate da tutta Italia relative a zone prive di copertura. Non si tratta soltanto di piccoli centri o frazioni isolate, ma anche di aree naturali frequentate ogni giorno da migliaia di persone: boschi, pascoli, sentieri, versanti e territori montani ad alta presenza turistica.
"Questo episodio non sarà l’ultimo – commentano Marco Bussone, presidente nazionale Uncem, e Roberto Colombero, presidente Uncem Piemonte – perché il segnale è sempre più debole, le celle sono spesso sature e i ripetitori in molti casi sono ormai datati. La situazione sta peggiorando e a farne le spese sono soprattutto i territori montani".
Uncem ricorda anche gli investimenti già messi in campo da alcune Regioni, tra cui il Piemonte, che ha destinato 4 milioni di euro del Fondo montagna al tema della connettività, risorse che devono ancora trovare una destinazione operativa.
"Serve però molto di più – sottolineano Bussone e Colombero –. La copertura della rete deve diventare una priorità dei fondi strutturali della nuova programmazione europea. Senza questo intervento perdiamo tutti: cittadini, territori e anche il sistema turistico".














