Sanità - 13 luglio 2026, 15:00

Cure palliative in Piemonte, Canalis: "Metà dei malati resta senza assistenza"

La consigliera regionale del Pd denuncia carenze nell'assistenza domiciliare e ambulatoriale: "Bene il quarto posto nei Lea, ma il sistema non risponde ai bisogni reali"

Il Piemonte migliora la propria posizione nella classifica nazionale dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), conquistando il quarto posto nel 2024, ma sul fronte delle cure palliative continua a registrare importanti criticità. A denunciarlo è la consigliera regionale del Partito Democratico Monica Canalis, che, attraverso una serie di accessi agli atti, ha ricostruito la situazione dell'assistenza destinata ai malati affetti da patologie inguaribili.

Secondo Canalis, circa la metà delle persone che avrebbero diritto alle cure palliative non riesce ad accedere ai servizi, nonostante si tratti di prestazioni previste dal Servizio sanitario nazionale e rivolte non solo ai pazienti nel fine vita, ma a tutti coloro che necessitano di un percorso di assistenza medica, infermieristica, psicologica e sociale per migliorare la qualità della vita.

I dati sulla spesa regionale mostrano un incremento contenuto negli ultimi anni. Nel 2018 il Piemonte ha investito 19 milioni e 601 mila euro tra hospice, assistenza domiciliare e servizi ambulatoriali. La cifra è salita a 22 milioni e 422 mila euro nel 2023, fino a raggiungere complessivamente 45 milioni e 757 mila euro nel biennio successivo.

"In una Regione molto anziana e molto sensibile al tema del fine vita, mi ha stupito l'esito dei miei accessi agli atti sulle cure palliative", afferma Canalis. "Le cifre sono troppo basse se consideriamo l'incidenza della popolazione anziana, il grande contributo, anche finanziario, degli enti del Terzo settore come Faro e Cottolengo e il fatto che le cure palliative non sono rivolte esclusivamente al fine vita".

La consigliera ricorda come l'Organizzazione mondiale della sanità definisca le cure palliative una presa in carico globale del paziente e della sua famiglia, principio recentemente ribadito anche dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 135 del 2024, che richiama le istituzioni a garantire un accesso effettivo a queste terapie per tutelare la dignità della persona.

Dal 2018 al 2023 le prestazioni erogate sono aumentate, passando da circa 24.300 a quasi 33.000, fino a raggiungere 36.870 prestazioni. Un dato in crescita che, secondo Canalis, resta comunque insufficiente rispetto ai bisogni della popolazione piemontese.

La rete degli hospice rispetta gli standard ministeriali: il Piemonte dispone infatti di 257 posti letto, superando la soglia minima prevista dai Lea, fissata a 251. Le principali carenze riguardano invece l'assistenza domiciliare, quella ambulatoriale e le cure palliative all'interno degli ospedali.

"Siamo adempienti rispetto alla copertura del fabbisogno di hospice, ma non per l'erogazione dell'assistenza nelle strutture di degenza ospedaliera, negli ambulatori e a domicilio del paziente", sottolinea la consigliera dem. "Il Piano di potenziamento della rete regionale deve ricevere più attenzione. L'hospice non è esaustivo del bisogno, come talvolta traspare dagli interventi dell'assessore regionale Federico Riboldi. Le cure palliative domiciliari e ambulatoriali e la rete regionale di terapia del dolore sono altrettanto importanti".

Per questo motivo il Partito Democratico annuncia iniziative in Consiglio regionale. L'opposizione presenterà un emendamento alla prossima variazione di bilancio per vincolare maggiormente le risorse destinate alle cure palliative nelle Asl e inserire l'efficienza del servizio tra gli obiettivi dei direttori generali. Contestualmente sarà depositato anche un ordine del giorno per chiedere l'aggiornamento delle tariffe degli hospice, ferme da circa venticinque anni.

L'obiettivo, conclude Canalis, è rafforzare la rete pubblica affinché tutti i cittadini che ne hanno diritto possano accedere alle cure palliative, senza demandare una parte così rilevante dell'assistenza al volontariato e agli enti del Terzo settore.

redazione