La crisi del comparto risicolo arriva sul tavolo del Governo. È stato convocato per il prossimo 30 luglio 2026 il Tavolo Nazionale della Filiera Risicola, richiesto da Coldiretti alla luce delle difficoltà che stanno interessando il settore e delle crescenti preoccupazioni degli operatori.
Al centro del confronto ci saranno l’andamento del mercato, le quotazioni del prodotto, le prospettive per le aziende agricole e possibili strumenti di sostegno per una filiera considerata strategica per l’agricoltura italiana.
A pesare sul comparto sono anche i numeri delle importazioni: nel 2025 sono entrati in Italia oltre 300 milioni di chili di riso proveniente dall’estero, con un incremento del 10% rispetto all’anno precedente. Circa l’80% degli arrivi riguarda prodotto proveniente dai Paesi asiatici, una situazione che secondo Coldiretti aumenta la pressione sui produttori nazionali.
«Abbiamo richiesto questo confronto immediato tra tutti i soggetti della filiera e le istituzioni competenti – spiega Roberto Guerrini, membro di Giunta di Coldiretti Piemonte con delega territoriale al settore risicolo – perché le imprese stanno affrontando una fase di estrema difficoltà che rischia di compromettere la sostenibilità economica del settore e la continuità produttiva di una coltura fondamentale per l’agricoltura italiana».
La richiesta del tavolo era stata formalizzata da Coldiretti attraverso una lettera inviata lo scorso 5 giugno al Ministero competente. Tra le proposte avanzate dall’organizzazione agricola c’è l’istituzione, nell’ambito delle risorse previste dal piano “Coltiva Italia”, di un fondo dedicato ai contratti di filiera per sostenere investimenti, programmazione produttiva, aggregazione dell’offerta e valorizzazione del riso italiano.
«Serve dare stabilità alle imprese agricole e rafforzare la competitività dell’intera filiera – sottolineano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale –. Tra gli interventi proposti anche l’attivazione di uno specifico bando indigenti per l’acquisto e la distribuzione di riso italiano, una misura capace di sostenere allo stesso tempo le famiglie in difficoltà e i produttori nazionali».
Il Piemonte rappresenta uno dei territori più importanti per la coltivazione del riso, con un settore strettamente legato alla tutela del paesaggio rurale e alla gestione delle aree agricole. Per Coldiretti, il confronto del 30 luglio dovrà tradursi in risposte concrete e rapide per garantire il futuro della produzione nazionale.
«Il riso non è soltanto una coltura agricola – concludono Brizzolari e Rivarossa – ma un patrimonio economico, ambientale e produttivo che deve essere tutelato».