Economia - 03 luglio 2026, 11:00

Saldi estivi al via: in Piemonte spesa da 200 milioni, ma Confesercenti lancia una petizione per cambiare le regole

Scontrino medio stimato a 140 euro. Il presidente Vincenzo Nettis: "Modello al capolinea, raccogliamo le firme per far slittare gli sconti di un mese". Focus su caldo e inflazione

Manca pochissimo al via ufficiale della stagione dei saldi estivi in Piemonte. Gli sconti prenderanno il via sabato prossimo, 4 luglio 2026, per concludersi sabato 29 agosto. Secondo la consueta indagine previsionale condotta da Confesercenti tra commercianti e consumatori, i numeri più significativi stimano uno scontrino medio di circa 140 euro a persona, per una spesa complessiva sul territorio regionale che si aggirerà intorno ai 200 milioni di euro.

Le incognite: l'inflazione e il grande caldo

I dati di partenza confermano sostanzialmente i livelli dello scorso anno, un risultato considerato non scontato dalle associazioni di categoria.

"Sono due le incognite che gravano su questa stagione — spiega il presidente di Confesercenti, Vincenzo Nettis — i portafogli dei piemontesi e le proibitive temperature di questi giorni, destinate a risalire proprio nel fine settimana. Sotto il primo aspetto, la condizione reddituale delle famiglie non è certamente rosea e gli ultimi anni di alta inflazione hanno lasciato il segno. Quanto al meteo, il caldo eccessivo non invita a uscire per lo shopping: una circostanza che i colleghi stanno già riscontrando dall'inizio della grande calura".

A dare una mano ai consumi ci penseranno le quattordicesime, anche se la loro funzione sta cambiando: sebbene tra il 15% e il 18% della mensilità aggiuntiva verrà destinata ai saldi (in leggero calo), per oltre il 28% delle famiglie questa risorsa serve ormai a coprire spese fisse non altrimenti sostenibili.

La parziale rivincita dei negozi di vicinato

Nonostante la concorrenza spietata del web, l'indagine registra un segnale di attaccamento verso le attività locali. Più di un terzo dei consumatori piemontesi dichiara infatti che si rivolgerà esclusivamente al proprio negozio di vicinato.

"Evidentemente il servizio, la qualità e il rapporto di fiducia valgono ancora — commenta Marco Vinardi, neopresidente di Fismo-Confesercenti (l'associazione del settore abbigliamento e calzature) — Purtroppo, però, questo dato non è sufficiente a far uscire il comparto dalla crisi. Il rapporto tra aperture e chiusure resta drammaticamente negativo, con un calo di oltre il 20% delle imprese attive tra il 2026 e il 2019".

La petizione al Parlamento: "Saldi da far slittare"

Proprio a fronte di questa crisi strutturale, Fismo-Confesercenti ha lanciato a livello nazionale una raccolta firme indirizzata al Parlamento per chiedere una riforma radicale. Tre gli obiettivi principali:

  • Slittamento della data d'inizio di almeno un mese, spostandola alla fine reale della stagione estiva.
  • Regole più severe e trasparenti per le promozioni permanenti.
  • Tutela delle piccole imprese dalla concorrenza considerata sleale dei colossi dell'online.

"L'attuale modello è al capolinea — sottolinea il presidente Vinardi — Oggi i saldi iniziano troppo presto e si sovrappongono a campagne promozionali continue, disorientando il cliente. Le piccole imprese di prossimità non possono reggere una competizione basata su sconti perenni e margini ridotti all'osso in un sistema privo di regole paritarie con il web".

Cosa compreranno i piemontesi?

Le percentuali d'acquisto vedono in vetta i costumi da bagno e l'abbigliamento da mare, indicati dal 60% degli intervistati (in forte crescita proprio a causa dell'ondata di caldo). Seguono magliette e top (37%), gonne e pantaloni (36%), calzature (36%) e intimo (32%). Per chi deciderà di fare acquisti nel weekend d'esordio, i commercianti applicheranno sin da subito percentuali di sconto importanti, comprese tra il 30% e il 40%.

m.t.