L'ondata di caldo che da settimane interessa il Nord Italia continua ad aggravare la situazione idrica del bacino del Po. A lanciare l'allarme è l'Osservatorio permanente per gli utilizzi idrici dell'Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, riunitosi in via straordinaria a Milano, che evidenzia un quadro sempre più critico caratterizzato dal drastico calo delle portate dei corsi d'acqua e dall'abbassamento dei livelli dei grandi laghi prealpini.
Tra questi, il Lago Maggiore rappresenta una delle principali riserve strategiche per il sistema idrico del Distretto, pur registrando un sensibile calo. Il Verbano presenta infatti una percentuale di riempimento del 58,4%, con un abbassamento di 49 centimetri rispetto a due settimane fa, pari a circa 102 milioni di metri cubi d'acqua in meno. Anche gli altri grandi laghi mostrano livelli inferiori alla media: il Garda è al 74,3%, il Lago di Como al 58,2%, con una perdita di 27 centimetri nell'ultima settimana, mentre il Lago d'Idro si attesta al 27,3%.
La situazione è resa particolarmente delicata dalle condizioni meteorologiche. Le elevate temperature e la quasi totale assenza di precipitazioni efficaci stanno determinando un progressivo calo delle portate lungo tutta l'asta del Po, mentre gli accumuli nivali risultano ormai praticamente esauriti.
«Le precipitazioni degli ultimi giorni, concentrate principalmente sotto forma di fenomeni temporaleschi localizzati, non hanno determinato un contributo significativo e duraturo agli afflussi idrici, che continuano a mantenersi al di sotto della media – ha spiegato Francesco Tornatore, dirigente dell'Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po –. Le elevate temperature hanno contribuito a ridurre ulteriormente i già esigui accumuli nivali, ormai praticamente azzerati».
Al 22 giugno le portate del Po risultavano pari a 207 metri cubi al secondo a Piacenza, 257 a Cremona, 324 a Boretto, 278 a Borgoforte e 298 a Pontelagoscuro.
Le criticità interessano l'intero Distretto. In Piemonte si registrano consistenti riduzioni della disponibilità d'acqua per uso irriguo, con sospensione totale dei prelievi in alcuni comprensori. Emilia-Romagna e Veneto hanno già attivato misure di contenimento e di allerta, mentre nel Delta del Po la situazione è ulteriormente aggravata dalla risalita dell'intrusione salina, che raggiunge ormai tra i 16 e i 18 chilometri nel ramo di Pila-Venezia e tra i 18 e i 20 chilometri nel ramo di Goro, costringendo alla sospensione dell'irrigazione agricola.
La Lombardia continua a mantenere una parziale capacità di gestione della risorsa idrica grazie anche al contributo delle colature, ma l'intero sistema dipende sempre più dalla "tenuta" dei Grandi Laghi alpini, che rappresentano oggi il principale elemento di equilibrio del bacino.
Le previsioni meteorologiche non lasciano spazio all'ottimismo. Anche nei prossimi giorni sono attese condizioni prevalentemente stabili, con temperature superiori alla norma e soltanto locali temporali sui rilievi. Di conseguenza è prevista un'ulteriore diminuzione delle portate del Po, mentre le previsioni stagionali confermano un'estate caratterizzata da temperature oltre la media climatica.
Alla luce di questo scenario, l'Osservatorio ha dichiarato la severità idrica a scala distrettuale "media in assenza di precipitazioni". La decisione consentirà l'eventuale attivazione di deroghe al deflusso minimo vitale, che saranno valutate caso per caso, escludendo però i principali corpi idrici, fondamentali per mantenere l'equilibrio del sistema.
L'evoluzione della situazione sarà monitorata costantemente e l'Osservatorio tornerà a riunirsi il prossimo 3 luglio per un nuovo aggiornamento sulle condizioni idrologiche del bacino del Po.