Il comparto risicolo piemontese è "sull'orlo del baratro" e rischia il collasso senza interventi immediati. È il grido d'allarme lanciato da Coldiretti Piemonte al termine dell'incontro convocato mercoledì 24 giugno dall'Ente Risi a Castello d'Agogna, dal quale, secondo l'organizzazione agricola, non sono emerse soluzioni concrete per affrontare la crisi del settore.
Al centro delle preoccupazioni c'è il drastico calo delle quotazioni del riso Made in Italy. «La situazione attuale è vergognosa – afferma Roberto Guerrini, membro di Giunta di Coldiretti Piemonte con delega al settore risicolo – con i prezzi di tutte le varietà che fanno segnare riduzioni comprese tra il 40% e il 50% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per le imprese agricole è insostenibile lavorare in queste condizioni, considerando anche gli elevati costi di produzione, dall'energia all'irrigazione fino ai mezzi tecnici, con i concimi che hanno registrato aumenti fino al 70%».
Secondo Coldiretti, uno degli strumenti per dare maggiore stabilità al settore è rappresentato dai contratti di filiera. Attualmente, però, solo il 2,5% del riso viene commercializzato attraverso questa modalità. «È necessario implementare i contratti di coltivazione – aggiunge Guerrini – perché rappresentano una strada per superare le formule ormai superate che regolano il mercato».
La presidente di Coldiretti Piemonte, Cristina Brizzolari, e il delegato confederale Bruno Rivarossa spiegano che l'organizzazione ha già chiesto al Ministero dell'Agricoltura la convocazione del Tavolo nazionale di crisi. Tra le criticità evidenziate figurano il crescente squilibrio tra domanda e offerta, gli acquisti discontinui da parte dell'industria risiera e la pressione delle importazioni dall'estero.
«Il nodo centrale resta quello della reciprocità – sottolineano Brizzolari e Rivarossa –. Non è più tollerabile importare riso prodotto senza il rispetto degli stessi standard ambientali e produttivi richiesti agli agricoltori europei».
In attesa di risposte concrete sul futuro del comparto, Coldiretti Piemonte annuncia inoltre che non parteciperà alla formulazione del listino prezzi della Borsa Merci di Vercelli.
Tra le richieste avanzate figura anche una programmazione strutturale sul fronte delle infrastrutture idriche, con la realizzazione di nuovi invasi e la manutenzione delle reti esistenti. «Basta temporeggiare – concludono Brizzolari e Rivarossa –. Servono risposte certe e non proclami: il tempo a disposizione è ormai terminato».