Eventi - 14 giugno 2026, 09:30

Da Borgomanero all’Argentina e ritorno: María Josefina Cerutti presenta “Eulin. Storie di donne e di lino”

Il 18 giugno alla Fondazione Marazza l’incontro con la scrittrice italo-argentina e Giorgio Rondi del Linificio e Canapificio Nazionale

Sarà presentato giovedì 18 giugno alle 18 alla Fondazione Marazza di Borgomanero il libro Eulin. Storie di donne e di lino della scrittrice italo-argentina María Josefina Cerutti. L’autrice dialogherà con Giorgio Rondi del Linificio e Canapificio Nazionale, mentre l’incontro sarà moderato da Giovanni Cerutti. Al termine è previsto un aperitivo per il pubblico.

Pubblicato da Interlinea in collaborazione con il Linificio e Canapificio Nazionale e con un’edizione francese promossa da Terre de Lin, il volume propone un originale intreccio tra storia, letteratura e memoria, raccontando la vicenda millenaria del lino attraverso le donne che nei secoli ne hanno custodito e tramandato la lavorazione.

Originaria di Mendoza, in Argentina, ma con profonde radici borgomaneresi, María Josefina Cerutti è pronipote di Emanuele Cerutti, nato a Borgomanero nel 1864. Laureata in Sociologia tra Buenos Aires e Trento, ha dedicato gran parte della sua attività di ricerca allo studio dell’emigrazione italiana in Argentina, affiancando alla scrittura l’insegnamento e la divulgazione culturale. Tra le sue opere figurano Ni ebrias, ni dormidas, las mujeres en la ruta del vino, Casita Robada e Vino amaro. Una storia di emigrazione e dittatura, pubblicato in Italia da Interlinea.

Nel libro, il lino diventa il filo conduttore di un racconto che attraversa oltre 30mila anni di storia, dalle civiltà della Mesopotamia fino all’età contemporanea. Tra le pagine compaiono figure femminili come Cleopatra, Penelope, Cassandra, Lisistrata, Rebecca e Christine de Pizan, unite da un sapere antico che ha accompagnato la lavorazione e la tessitura di una delle fibre più importanti della storia umana.

La figura che dà il titolo al volume è Eulin, il cui nome significa “colei che fila bene il lino”, ricordata in un’iscrizione etrusca considerata tra le più antiche testimonianze alfabetiche dell’Occidente relative alla lavorazione di questa fibra.

Accanto alla dimensione narrativa, il libro approfondisce anche il ruolo economico e sociale del lino, dalla nascita delle corporazioni nelle Fiandre alle lotte delle tessitrici irlandesi, fino alla recente riscoperta del tessuto nel settore della moda e dell’arredamento grazie alle sue caratteristiche di sostenibilità.

Proprio la sostenibilità rappresenta uno dei temi centrali dell’opera. Come sottolinea nell’introduzione Davide Favrin del Linificio e Canapificio Nazionale, il lino è una delle fibre più ecologiche disponibili: cresce senza necessità di irrigazione, arricchisce il terreno e consente di utilizzare ogni sua parte, dal seme alle fibre residue.

Il volume dedica inoltre uno spazio specifico al passato, al presente e alle prospettive future di questa coltura, grazie ai contributi di Giorgio Rondi e Jean Marc Hémeryck.

a.f.