Nel pomeriggio di oggi, lunedì 8 giugno, gli alunni delle classi 5°A e 5°B della scuola primaria del Convitto Carlo Alberto di Novara saranno protagonisti di uno spettacolo di fine anno che unisce teatro e arte. A partire dalle 15.00, l’aula magna del Convitto ospita la recita “La filosofia…a cosa serve?”, a cura di Chiara Pasetti, con la collaborazione dei docenti e portato in scena dagli alunni delle due classi. A seguire, l’apertura della mostra “Entrare nell’opera”. Subito dopo si terrà la festa della scuola primaria del cortile del Convitto.
In un mondo sempre più “smart” e tecnologico, fermarsi per guardare un dipinto, ascoltare e leggere una poesia, una storia, riflettere sui grandi temi della filosofia, comprendere le scelte estetiche di un artista, risulta oltremodo necessario. Educare alla bellezza, sotto qualsiasi forma si presenti, rappresenta un dovere di chi insegna. Le classi quinte della scuola primaria, sezioni A e B, dallo scorso anno hanno condotto, insieme a tutti gli insegnanti, progetti legati all’affettività, alle differenze di genere, alla violenza contro le donne e in generale contro ogni essere vivente, e quest’anno in particolare legati alla nascita e al significato della filosofia, parallelamente al fatto che nel programma di storia hanno affrontato la civiltà greca e romana, e alle grandi correnti artistiche dal Rinascimento in avanti. Nella maggior parte delle discipline sono stati dedicati degli spazi alla lettura di classici della letteratura e di testi meno noti ma altrettanto affascinanti, che hanno aiutato gli studenti ad avvicinarsi in modo non solo didattico, ma creativo e fantasioso, alla matematica, alla storia dell’arte, all’epica, alla storia, alle scienze. Tutto questo percorso interdisciplinare, condotto a partire dalla classe quarta, confluisce nella recita di fine anno “La filosofia… a cosa serve?!”, che vede in scena gli alunni e le alunne delle due classi quinte A e B.
E non solo: gli studenti sono anche i protagonisti di un viaggio-mostra intorno ad alcuni grandi dipinti della storia dell’arte di tutti i tempi: “Entrare nell’opera”. Invece che far loro riprodurre i dipinti stessi, si è pensato, per coinvolgerli in modo più attivo, divertente e diverso, di far loro interpretare dei “quadri”, in senso letterale e teatrale: le scene selezionate sono diventate spunto e motivo di vere e proprie immedesimazioni-recitazioni. Scelti sulle personalità, gli interessi o le fisionomie degli alunni, questi quadri non sono più statici ma grazie alla freschezza, all’entusiasmo e alla presenza stessa dei bambini e delle bambine, prendono vita e sembrano davvero parlarci e costringerci ad osservare e riflettere. La mostra si potrà visitare gratuitamente nei locali e negli orari di apertura della scuola fino alla fine del mese di giugno.














