Attualità - 06 giugno 2026, 15:35

Situazione idrica in peggioramento: maggio 2026 con forti deficit di pioggia

Arpa Piemonte segnala anomalie diffuse, calo delle portate dei fiumi e riserve idriche sotto la media: criticità soprattutto nel Nord della regione

In Piemonte la situazione idrica all’inizio dell’estate 2026 mostra segnali di progressivo peggioramento, con il ritorno di condizioni di siccità moderata in alcune aree del Nord regione. È quanto emerge dalle analisi sul mese di maggio 2026, che evidenziano un quadro complessivo in evoluzione verso condizioni più critiche rispetto agli ultimi due anni.

Il mese di maggio è stato caratterizzato da precipitazioni medie pari a circa 70 millimetri, con un deficit del 44% rispetto alla media climatica 1991-2020 nel bacino del Po alla confluenza con il Ticino. Il calo delle piogge ha interessato l’intero territorio regionale, con scarti più marcati nelle aree settentrionali e orientali, dove si è registrata una diminuzione fino al 50%.

Le analisi degli indici di siccità evidenziano condizioni da lievi a moderate su scale temporali brevi, mentre su periodi più lunghi il quadro risulta ancora prevalentemente nella norma. Tuttavia, su scala stagionale emergono già segnali di stress idrico in alcune aree, soprattutto nel Piemonte occidentale.

Un elemento determinante è la riduzione delle riserve nevose, con valori di neve equivalente (Swe), invasi e Lago Maggiore inferiori alla media del 31%. La scarsità di neve in quota incide direttamente sulle disponibilità idriche dei mesi successivi, contribuendo alla riduzione delle portate fluviali.

I corsi d’acqua mostrano infatti deficit diffusi: il Sesia a Palestro registra un calo del 67% rispetto alla media storica, mentre riduzioni attorno al 50% interessano il Tanaro, il Varaita e il Toce. Anche il Po, alla chiusura del bacino piemontese, evidenzia una portata media di 423 metri cubi al secondo, con un deficit del 46%.

Sul fronte sotterraneo, le falde superficiali risultano in molte aree sotto la media del periodo, con livelli che in alcuni casi superano il 75° percentile inferiore, segnalando una riduzione delle disponibilità idriche anche nel sottosuolo.

Le temperature contribuiscono ad aggravare il quadro: maggio ha registrato un’anomalia positiva di circa +1,1°C rispetto alla media 1991-2020, risultando tra i più caldi degli ultimi decenni. Nell’ultima decade del mese sono stati inoltre registrati diversi picchi termici con nuovi record in numerose stazioni meteorologiche.

a.f.