La salute mentale degli infermieri italiani è diventata un'emergenza che rischia di compromettere ulteriormente la tenuta del sistema sanitario. A lanciare l'allarme è il sindacato Nursing Up, che richiama l'attenzione sul crescente disagio psicologico vissuto dai professionisti della sanità, alle prese con carenza di personale, sovraccarico assistenziale, turni sempre più pesanti e un numero crescente di aggressioni.
Secondo l'analisi del sindacato, nel 2025 gli episodi di violenza nei confronti degli operatori sanitari avrebbero superato quota 130mila casi, considerando anche il sommerso, con un incremento del 4% rispetto all'anno precedente. Un dato che si confronta con oltre 18mila denunce ufficiali e che, secondo Nursing Up, evidenzia una significativa sottostima del fenomeno.
Ma il problema, sottolinea il sindacato, va ben oltre le aggressioni. A incidere sul benessere psicologico degli infermieri sono anche gli organici insufficienti, i turni notturni e rotativi, il ricorso agli straordinari, la crescente complessità assistenziale dei pazienti e le difficoltà nel conciliare la vita professionale con quella privata.
A confermare il quadro è l'indagine MeND dell'Organizzazione Mondiale della Sanità Europa, realizzata su oltre 90mila professionisti sanitari di 29 Paesi. Lo studio evidenzia che un infermiere europeo su tre presenta sintomi depressivi, mentre uno su quattro soffre di ansia. Il 13% degli operatori intervistati ha inoltre riferito pensieri autolesivi o suicidari.
Per quanto riguarda l'Italia, i dati risultano superiori alla media europea: il tasso di depressione tra gli infermieri raggiunge il 34%, mentre quello relativo all'ansia si attesta al 25%.
«Dietro ogni aggressione e dietro ogni turno massacrante c'è un segno che resta», afferma Antonio De Palma, presidente nazionale di Nursing Up. «Servono più sicurezza nei reparti, organici adeguati, turni sostenibili, supporto psicologico accessibile e un riconoscimento concreto del valore degli infermieri italiani».
Per il sindacato, investire nella salute mentale del personale sanitario non rappresenta soltanto una tutela per i lavoratori, ma una scelta strategica per il futuro del Servizio sanitario nazionale. «Difendere la salute mentale di chi cura significa difendere il futuro del Servizio sanitario nazionale», conclude De Palma.