Le strie giallo-marroni visibili negli ultimi giorni sulle acque del Lago Maggiore, in particolare nell’area antistante Arona, non sarebbero riconducibili ad alghe tossiche. A chiarirlo è Arpa Piemonte attraverso il Bollettino Balneazione del 27 maggio, diffuso dopo le verifiche svolte sul fenomeno segnalato nel basso Verbano.
Da alcuni giorni, infatti, sulla superficie del lago sono comparse evidenti strie galleggianti di colore giallo-marrone chiaro, con tendenza ad accumularsi nelle baie e nelle zone interessate dalle correnti. Nella giornata del 26 maggio il fenomeno risultava particolarmente evidente nelle acque del Comune di Arona, spingendo ARPA Piemonte ad attivarsi in seguito a una segnalazione esterna per accertarne la natura.
Il campionamento è stato effettuato presso la zona di balneazione del Lido Nautica Le Rocchette, con il supporto del personale di Acquaviva Sport e di Legambiente.
Dall’osservazione microscopica del campione analizzato è emersa una significativa presenza di pollini appartenenti alla famiglia delle Pinaceae, probabilmente responsabili della formazione delle strie osservate sulla superficie del lago.
Arpa precisa inoltre che non sono state rilevate cellule algali appartenenti ai cianobatteri, ovvero alghe potenzialmente tossiche e responsabili della produzione di schiume.
Nel campione è stata invece riscontrata una significativa presenza di alghe fitoplanctoniche, principalmente appartenenti alla classe delle Diatomee: organismi normalmente presenti negli ambienti acquatici, non produttori di tossine e non pericolosi per la salute dei bagnanti.
Le analisi svolte consentono quindi di escludere, allo stato attuale, la presenza di fenomeni riconducibili ad alghe tossiche nelle acque monitorate davanti ad Arona.