I disturbi dello spettro autistico (Asd) sono caratterizzati da deficit persistenti nella comunicazione e nell’interazione sociale e da comportamenti ristretti e ripetitivi oltre ad anomalie nella elaborazione degli stimoli sensoriali e nella pianificazione ideomotoria, cioè la capacità di tradurre un'intenzione in un’azione motoria. Circa 1 bambino su 70 presenta tale condizione. Il disturbo colpisce maggiormente i maschi rispetto alle femmine, con un rapporto 4:1. I primi sintomi vengono riconosciuti generalmente intorno ai 18-24 mesi, ma possono essere osservati anche prima dei 12 mesi. La precocità della diagnosi è strettamente legata alla tempestività dell’intervento, che può interferire sulla plasticità dei circuiti cerebrali coinvolti nell’autismo e modificare significativamente la traiettoria di sviluppo del bambino.
La struttura complessa di neuropsichiatria infantile dell’Aou Maggiore della Carità di Novara, diretta da Maurizio Viri, insieme ai colleghi della neuropsichiatria infantile della Asl di Novara, ha costruito, con il coinvolgimento attivo dei pediatri di libera scelta, un percorso di screening e successiva presa in carico dei bambini con sospetto disturbo dello spettro autistico.
Dal 2017 ad oggi sono stati inviati dai pediatri di libera scelta alla neuropsichiatria infantile dell’Aou di Novara 700 bambini, dei quali più di 150 provenienti dal percorso di screening per disturbo dello spettro autistico. E dal 2021 è attivo anche un “primo intervento” per dare continuità al percorso diagnostico terapeutico.
L’intervento, basato sulla metodica Esdm (Early Start Denver Model), il trattamento più accreditato in questa fascia d’età, consta di 13-15 incontri durante i quali l’operatore dapprima e il genitore poi, applicano il metodo, fornendo gli strumenti per generalizzare l’intervento in tutti i contesti di vita del bambino.
L’Esdm è un modello evolutivo e naturalistico rivolto a bambini tra i 12 e i 48 mesi con un rischio di sviluppare un disturbo dello spettro autistico oppure con un disturbo già evidenziato. Il percorso, della durata di 3-4 mesi, ha già visto la partecipazione di 135 bambini.
Si tratta di un approccio terapeutico basato sul gioco e sull’interazione naturale, centrato sulla relazione tra bambino, terapista e genitori, pensato per stimolare comunicazione, linguaggio, attenzione condivisa, imitazione e competenze sociali. Coinvolge attivamente i genitori che imparano ad utilizzare le stesse strategie nelle routine domestiche (gioco, pasti, routine, momenti familiari).
La struttura complessa di neuropsichiatria infantile, riconosciuta dalla regione come centro per la diagnosi precoce dal 2008, ha formato una equipe, composta da neuropsichiatri infantili, psicologhe, logopediste e tecniche della neuropsicomotricità, con una formazione di aggiornamento continua, che ha definito un profilo di expertise nell’ambito dei disturbi dello spettro autistico, permettendo di svolgere, secondo il mandato della regione, anche il ruolo di supporto alle neuropsichiatrie infantili territoriali, nella valutazione di casi complessi.
Il lavoro svolto in questi anni ha migliorato sensibilmente la capacità diagnostica e di trattamento e quindi la qualità della assistenza. Questo è stato realizzato anche grazie ai fondi nazionali messi a disposizione dalla regione Piemonte e dedicati ai disturbi dello spettro autistico.
“Come azienda riteniamo fondamentale continuare a investire in percorsi che mettano al centro non solo il bambino, ma anche la famiglia, che spesso si trova ad affrontare momenti di grande incertezza e fragilità – dichiara il direttore generale dell’Aou di Novara, Stefano Scarpetta -. Offrire ascolto, orientamento e accompagnamento fin dalle prime fasi significa costruire una risposta sanitaria più vicina ai bisogni reali delle persone. Questo progetto testimonia il valore di una sanità pubblica capace di creare connessioni tra professionalità diverse e di sviluppare modelli organizzativi innovativi, con l’obiettivo di garantire ai piccoli pazienti opportunità di crescita e inclusione sempre maggiori. Un plauso al dottor Viri e a tutta l’equipe della neuropsichiatria infantile per il lavoro che quotidianamente portano avanti con professionalità e attenzione”.
“Il lavoro portato avanti dall’Aou di Novara, in collaborazione con il territorio e con i pediatri di libera scelta, dimostra il valore di una sanità pubblica capace di fare rete, investire sulle competenze multidisciplinari e sviluppare modelli innovativi di presa in carico - sottolinea l’assessore alla sanità della regione Piemonte, Federico Riboldi -. Esperienze come questa aiutano a garantire ai bambini opportunità sempre maggiori di inclusione, relazione e qualità della vita, perché consentono di accompagnare il bambino e la sua famiglia in un percorso di crescita e sviluppo costruito sulle esigenze specifiche di ciascuno”.