Dopo anni di richieste e sollecitazioni, la Regione Piemonte interviene sul tema dei muretti a secco e del ripristino dei terrazzamenti in montagna, destinando nuove risorse attraverso il Fondo nazionale per la montagna (Fosmit). Un passaggio accolto con soddisfazione dall’Uncem, che da oltre dieci anni sollecita un piano strutturato di investimenti per la tutela dei versanti.
"Erano dieci anni che chiedevamo alle Regioni di investire su muretti a secco e terrazzamenti – sottolinea Uncem –. Lo avevamo fatto con progetti europei come Crinma in Alta Langa, evidenziando anche esperienze pilota come quella di Pomaretto e attività di formazione legate all’inserimento lavorativo di migranti. Un percorso lungo, che oggi trova finalmente una risposta concreta".
Nel 2018 Uncem aveva già rilanciato il tema definendo i muretti a secco “l’arte e la forza della montagna”, sottolineandone il valore paesaggistico e ambientale. Un patrimonio riconosciuto anche dall’Unesco come elemento di straordinario valore culturale e identitario.
Secondo l’associazione, i muretti a secco rappresentano un’infrastruttura fondamentale non solo per la conservazione del paesaggio, ma anche per la prevenzione del dissesto idrogeologico. Le strutture in pietra contribuiscono infatti a stabilizzare i versanti, ridurre erosione, frane e fenomeni di instabilità, oltre a sostenere le attività agricole di montagna.
"Viti, olivi, alberi da frutto e piante officinali non potrebbero esistere senza questi terrazzamenti – evidenzia Uncem – che rendono economicamente possibile l’attività agricola in montagna e contribuiscono a contrastare l’abbandono dei territori".
L’associazione rinnova ora l’invito alle Regioni e ai ministeri competenti a proseguire su questa strada, rafforzando gli investimenti destinati alla manutenzione, al recupero e alla realizzazione dei muretti a secco attraverso gli enti locali montani.
Un intervento che, secondo Uncem, rappresenta anche un risparmio in termini di protezione civile e gestione delle emergenze: “Investire su queste opere significa ridurre i costi del dissesto e della ricostruzione post-evento”. "Un metro di muro a secco in più – conclude l’associazione – è il primo passo per evitare che la montagna frani sulle città".