Sanità - 26 maggio 2026, 12:00

Arresto cardiaco sul lavoro per un giovane: salvato al Maggiore di Novara

Intervento d’emergenza per una sospetta miocardite fulminante: utilizzate Ecmo e Impella. Il paziente dimesso senza danni neurologici grazie al lavoro dell’equipe multidisciplinare

Un giovane colpito da arresto cardiaco improvviso sul luogo di lavoro è stato salvato grazie a un intervento d’emergenza altamente specialistico all’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Maggiore della Carità” di Novara, con un esito clinico eccezionale: completa guarigione senza danni neurologici.

L’episodio si è verificato nei giorni scorsi e ha richiesto un’immediata catena dei soccorsi. Decisivo il riconoscimento tempestivo della gravità della situazione e l’intervento di rianimazione cardiopolmonare da parte di un astante, che ha permesso l’attivazione dell’elisoccorso e il trasporto in codice rosso in ospedale.

All’arrivo al Maggiore, il quadro clinico ha indirizzato i sanitari verso la sospetta diagnosi di miocardite fulminante, una patologia rara e ad altissimo rischio di mortalità e complicanze neurologiche.

L’equipe multidisciplinare coordinata dal professor Giuseppe Patti e dal dottor Giovanni Casali ha attivato immediatamente una strategia di supporto meccanico avanzato “dual support”, combinando Ecmo (ossigenazione extracorporea a membrana) e Impella, una pompa cardiaca percutanea.

Il doppio sistema ha garantito il supporto cardio-polmonare nella fase critica, consentendo al cuore di recuperare progressivamente la propria funzionalità. Nei giorni successivi si è osservato un miglioramento clinico costante, con la graduale riduzione dei supporti meccanici e il trasferimento del paziente dalla Terapia Intensiva Cardiochirurgica alla degenza ordinaria.

«Quando un paziente viene colpito da arresto cardiaco per miocardite fulminante la prognosi è molto severa e il rischio di danni neurologici è elevatissimo – ha spiegato il dottor Giovanni Casali –. Il fatto che questo giovane non abbia riportato conseguenze neurologiche è eccezionale e dimostra quanto tempestività, competenza e organizzazione siano determinanti nel salvare una vita».

Il medico ha inoltre sottolineato l’importanza della collaborazione tra le diverse professionalità coinvolte: cardiologi, cardiochirurghi, cardioanestesisti, chirurghi vascolari, tecnici e personale infermieristico altamente specializzato.

Il professor Patti ha evidenziato il valore della rete territoriale di emergenza e della disponibilità di tecnologie avanzate: «È fondamentale che il territorio sia sempre più preparato a intervenire rapidamente in caso di arresto cardiaco. Il nostro centro hub per il Piemonte nord-orientale è in grado di garantire assistenza cardiochirurgica avanzata nei casi più complessi».

Il paziente è stato successivamente dimesso con un recupero neurologico pressoché completo e avviato a un percorso di riabilitazione, con la possibilità di riprendere gradualmente le normali attività quotidiane.

Soddisfazione anche da parte della direzione generale. «Il risultato ottenuto è il frutto della grande competenza del nostro team di cardiochirurgia e della capacità di intervenire tempestivamente nelle emergenze più complesse» ha dichiarato il direttore generale Stefano Scarpetta, ringraziando l’intera équipe coinvolta.

comunicato stampa a.f.