La fotografia che in queste ore sta facendo il giro del web, una gigantesca Luna Rossa che sembra attraversare i grattacieli di Porta Garibaldi e, sullo sfondo, lascia intravedere anche il profilo del Duomo con la Madonnina, ha un dettaglio che per il nostro territorio vale più di ogni altro: lo scatto è stato realizzato dalle alture di Nebbiuno, affacciate sul Lago Maggiore.
Un’immagine spettacolare e quasi irreale, firmata da Valerio Minato, fotografo torinese classe 1981, di origini biellesi, ormai celebre per le sue composizioni astronomiche in grado di unire luna e architettura con precisione millimetrica. Questa volta, però, la sua “caccia fotografica” ha trovato il punto perfetto proprio nel nostro territorio, trasformando Nebbiuno nel luogo da cui è nato uno degli scatti più sorprendenti degli ultimi anni.
La fotografia è stata realizzata il 2 maggio, al termine di un progetto iniziato nel 2021 e portato avanti con una lunga serie di tentativi, sopralluoghi e calcoli. "Dopo aver fotografato la luna piena dietro qualunque angolo di Torino, ho iniziato a pensare a Milano - racconta Minato -. Da quel momento sono seguite prove su prove, almeno una dozzina, da zone diverse del Nord-Ovest, dalla Serra di Ivrea al Biellese, fino alle aree tra lago d’Orta e Lago Maggiore".
La scelta finale è ricaduta su Nebbiuno non per caso, ma per la combinazione ideale di fattori: un punto non boschivo, una visuale limpida e la possibilità di “agganciare” con precisione lo skyline milanese a oltre 50 chilometri di distanza. Una distanza enorme, che rende ancora più impressionante la riuscita dello scatto.
Minato spiega che la pianificazione di una fotografia così complessa richiede un lavoro quasi scientifico, basato su una miscela di dati astronomici, geografici e meteorologici. "Puoi fare tutti i calcoli che vuoi, ma per riprendere a quella distanza è veramente un grande impegno", sottolinea. Determinante anche la scelta della fase lunare: non luna piena, ma luna gibbosa calante: ”La luna piena sorge quando c’è ancora troppa luce ambientale e l’immagine non risulta così suggestiva come quella che invece si può realizzare il giorno successivo”, spiega. Con la gibbosa calante, infatti, la luna sorge con un cielo più scuro, creando un contrasto più forte e un impatto visivo nettamente superiore.
Un dettaglio che rende ancora più affascinante la fotografia è la precisione necessaria: la “finestra” utile era minima. "Una tolleranza di pochi metri – racconta – perché anche solo un errore di 15 metri non avrebbe reso la stessa identica fotografia". Basta spostarsi leggermente e la luna non si sarebbe più trovata in asse con la Torre Unicredit e i grattacieli di Porta Garibaldi, né avrebbe lasciato intravvedere quel profilo del Duomo che rende l’immagine ancora più iconica.
Per Minato, che ha origini biellesi e viene da Cossato, la scelta di Nebbiuno ha avuto anche un significato personale. "Frequentavo le zone del Lago Maggiore come turista – racconta – ma non ero mai salito sulle colline sopra il lago". Proprio questa ricerca della “location perfetta” lo ha portato a scoprire un territorio meno noto rispetto a mete più celebri, ma capace di regalare panorami straordinari. "Nebbiuno mi rimarrà nel cuore - dice - perché mi ha permesso di effettuare questo incredibile scatto”.
Il fotografo, diventato famoso proprio grazie alle sue immagini uniche della luna, non anticipa quali saranno i prossimi obiettivi: "Potrebbero volerci sei mesi come 4-5 anni. Non posso svelare una sfida che magari vedrà la luce fra tantissimo tempo”. Intanto, però, una certezza resta: lo scatto che oggi incanta il web e porta Milano al centro dell’attenzione internazionale è nato da qui, dalle nostre alture. E Nebbiuno, per una notte, è diventato il punto esatto in cui cielo, calcoli e paesaggio, oltre a un po' di magia, si sono incontrati alla perfezione.