Politica - 12 maggio 2026, 16:05

Utilizzare i 300 beni confiscati alle mafie in Piemonte

Regione, approvata all’unanimità la norma per i contributi anche al Terzo settore

Una immagine del castello di Miasino

Anche gli enti del Terzo settore potranno ricevere i contributi per gli interventi di riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie.
È questa la principale norma approvata all’unanimità dall’Aula con una deliberazione consiliare. La modifica dell’allegato della legge regionale 14/2007 prevede anche che i contributi potranno riguardare esclusivamente la parte corrente finalizzata alla realizzazione di progetti a sfondo sociale.
Viene specificato, inoltre, che i beni confiscati assegnati al Terzo settore rimarranno di proprietà pubblica, mentre i lavori di ristrutturazione continueranno a essere a carico dei Comuni.
Infine, nei criteri di valutazione di concessione dei contributi è previsto un rafforzamento del peso attribuito alla qualità tecnica dei progetti per favorirne la solidità.
Durante le dichiarazioni di voto, Domenico Rossi (Pd) ha sottolineato che “la modifica introdotta è un passaggio che ci sta particolarmente a cuore. È un passo avanti che può consentire all’ecosistema piemontese di scalare la classifica nazionale nella capacità di valorizzare e riutilizzare socialmente questi beni. In questi anni le risorse sono state stanziate, ma è evidente che da sole non sono sufficienti. Servono strumenti, facilitazioni e una collaborazione più forte tra istituzioni e Terzo settore per rendere il Piemonte una delle regioni più virtuose nell’utilizzo dei beni confiscati”.
“Quella di oggi è una tappa importante, frutto del lavoro svolto in Commissione Legalità – ha spiegato Gianna Gancia (Lega) - si tratta di una norma significativa, che rafforza il percorso di riutilizzo dei beni confiscati. Credo sia utile aprire anche una riflessione futura sulle eventuali alienazioni dei beni, affinché la loro gestione non debba gravare esclusivamente sulle spese e sui conti del bilancio regionale”.
Per Silvio Magliano (Lista Cirio) “il lavoro svolto fin qui va nella direzione giusta, portando la normativa regionale dentro un contesto più ampio e favorendo la collaborazione tra Comuni ed enti del Terzo settore. È importante che il Terzo settore entri sempre più al centro delle policy pubbliche, anche nella gestione dei beni confiscati, trasformandoli in opportunità per le comunità. Allo stesso tempo sarà fondamentale monitorare e controllare che questi beni possano essere realmente utilizzati in modo efficace e sociale”.
“La confisca e il riutilizzo sociale dei beni mafiosi rappresentano una delle conquiste più significative raggiunte dall’antimafia italiana. C’è bisogno di una forte alleanza tra istituzioni, cittadini ed enti del Terzo settore per fare in modo che questi beni tornino davvero alla vita e siano restituiti alle comunità. Il provvedimento approvato oggi manda un segnale chiaro: andare a colpire gli interessi economici e gli affari delle mafie significa intervenire sul loro vero potere”, ha dichiarato Alice Ravinale (Avs).
L’assessore regionale Gian Luca Vignale ha concluso: “Questa norma è necessaria per fare in modo che gli oltre 300 beni confiscati presenti in Piemonte possano essere realmente utilizzati. Oggi oltre l’80% di questi beni non è ancora utilizzato e l’allargamento al Terzo settore rappresenta un passaggio significativo, anche sul piano della possibilità di accedere ai contributi regionali. Sappiamo però che questo da solo non è sufficiente: la gestione dei beni resta una sfida complessa. Un patrimonio pubblico non utilizzato è qualcosa che non possiamo permetterci. Per questo sarà fondamentale proseguire il lavoro insieme ai Comuni e agli enti del Terzo settore affinché sempre più beni confiscati possano tornare a disposizione delle comunità”.

comunicato stampa