Toni diretti, quasi amari. La Fp Cgil Novara e Vco fotografa una situazione tutt’altro che rassicurante per la sanità locale, parlando apertamente di uno dei momenti più difficili degli ultimi anni per l’Asl Novara.
Nel comunicato diffuso oggi, 1° aprile, il sindacato parte da una considerazione: sempre più spesso si leggono le preoccupazioni dei lavoratori dell’Ospedale Maggiore di Novara, mentre passa quasi l’idea che in Asl le cose vadano meglio. “Non è così”, è il messaggio chiaro.
Secondo la Cgil, infatti, la situazione è diventata pesante: stipendi aumentati di poche decine di euro con il rinnovo del contratto, colleghi che scelgono di andarsene verso il lavoro autonomo, giovani sempre meno interessati alle professioni sanitarie. Nel frattempo, chi resta deve fare i conti con turni più pesanti e organici ridotti, anche perché molti pensionamenti non vengono sostituiti.
E mentre il sistema prova ad allargarsi – più servizi sul territorio, nuovi padiglioni, nuove attività – la domanda è sempre la stessa: con quali risorse e con quale personale?
Uno dei nodi principali riguarda le prestazioni aggiuntive. I fondi, secondo il sindacato, sarebbero già finiti nei primi mesi dell’anno, ma i turni restano in calendario. Tradotto: si rischia di lavorare di più senza avere la certezza di essere pagati come previsto.
Non manca poi una critica alla gestione complessiva: poca chiarezza, comunicazione insufficiente e tanti dubbi anche sulla reale volontarietà di questo lavoro extra. “Per quanto tempo il personale sarà disposto a rinunciare al riposo e alla famiglia?”, si chiedono dalla Cgil.
Lo sguardo va anche ai prossimi mesi, con l’estate alle porte: un periodo in cui, da sempre, i servizi reggono grazie alla disponibilità del personale a fare ore in più. Ma senza risorse, il rischio concreto è quello di dover ridurre l’offerta oppure affidarsi sempre di più al privato.