Ambiente - 25 marzo 2026, 15:05

Foreste del futuro, in Piemonte nasce la “banca del Dna”: selezionati i semi più resistenti

Aggiornato il Registro regionale: 142 popolamenti per garantire biodiversità e adattamento al clima

Non semplici boschi, ma veri e propri "scrigni genetici" capaci di garantire la sopravvivenza delle foreste di domani. La Regione Piemonte ha approvato l’aggiornamento del Registro regionale dei materiali di base per la vivaistica forestale (D.D. n. 162 del 18 marzo 2026), una mappa strategica che individua 142 popolamenti da seme selezionati per qualità, resilienza e adattabilità.

In un contesto segnato dai cambiamenti climatici, non basta più piantare alberi: è necessario scegliere quelli giusti. La conservazione della variabilità genetica diventa infatti fondamentale per garantire boschi composti da specie autoctone, in grado di adattarsi alle trasformazioni ambientali e mantenere l’equilibrio degli ecosistemi.

L’aggiornamento del Registro trasforma così i boschi piemontesi in una rete di veri e propri serbatoi naturali, dove raccogliere semi autoctoni di altissima qualità. Oggi il sistema conta 368 materiali di base tra specie arboree e arbustive, con un importante salto di qualità: 16 materiali sono stati elevati alla categoria di "Selezionato".

«I boschi da seme sono i pilastri della biodiversità forestale piemontese – sottolinea l’assessore alla Montagna e alle Foreste, Marco Gallo –. Attraverso la valorizzazione di queste risorse genetiche locali, un lavoro d’eccellenza avviato fin dagli anni Novanta in collaborazione con Ipla  spa, garantiamo che le foreste di domani siano geneticamente adatte ai nostri ambienti».

Il sistema comprende 142 popolamenti selezionati, tra cui 9 arboreti da seme e 75 cloni di pioppo classificati come materiali “controllati”, rappresentando un’eccellenza della pioppicoltura piemontese.

Il Registro svolge anche una funzione chiave nella tracciabilità: secondo le direttive europee, ogni pianta forestale deve essere accompagnata dall’indicazione del materiale di base d’origine. Un aspetto decisivo, considerando che una piantina nata da un seme raccolto in un determinato contesto ambientale ha molte più probabilità di sopravvivere nello stesso territorio.

«Per garantire il successo dei rimboschimenti e creare nuove foreste urbane è fondamentale partire da materiali di base di qualità – prosegue Gallo –. Non basta scegliere la specie corretta: occorre preservare la ricchezza genetica dei boschi d’origine».

La Regione Piemonte sostiene inoltre la gestione di queste “riserve genetiche” attraverso gli interventi del Csr 2023-2027, finanziando attività mirate alla produzione e conservazione di semi.

Infine, la conoscenza di questo patrimonio è accessibile a tutti: la localizzazione e i dettagli tecnici dei boschi da seme sono consultabili pubblicamente tramite il Sistema di Conoscenze Ambientali, coinvolgendo cittadini e proprietari forestali nella tutela di una risorsa fondamentale per il futuro del territorio.

comunicato stampa