Il 28 marzo si celebra la giornata mondiale dell’endometriosi, una patologia che spesso viene diagnosticata tardivamente. L’informazione può contribuire ad arrivare a una diagnosi tempestiva, evitando conseguenze permanenti come l'infertilità. Inoltre, aiuta a superare lo stigma che circonda questa condizione e a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla necessità di investire in ricerca. In occasione di questa giornata, sul territorio della regione Piemonte sono previste diverse iniziative. Non mancano anche appuntamenti promossi dall’Asl Novara: il 15 aprile alle 20.45 al Castello Sforzesco di Galliate si tiene un incontro dal titolo “Una patologia al femminile; oltre il dolore, oltre l’invisibilità ricorda non sei sola”. Interverranno l’ostetrica Carmen Ceffa, i ginecologi Angelo Danieli e Daniela Longo e il direttore di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Borgomanero Alberto Arnulfo. Modera Angela Maccagnola, presidente dell’ordine delle ostetriche Novara Vco.
L’endometriosi, malattia poco conosciuta e spesso diagnosticata tardivamente, è la presenza di endometrio - mucosa che normalmente riveste esclusivamente la cavità uterina - all’esterno dell’utero e può interessare la donna già alla prima mestruazione e accompagnarla fino alla menopausa. In Italia sono affette da endometriosi il 10-15% delle donne in età riproduttiva: la patologia interessa circa il 30-50% delle donne infertili o che hanno difficoltà a concepire e le diagnosi conclamate sono circa 3 milioni. Il picco si verifica tra i 25 e i 35 anni, ma la patologia può comparire anche in fasce d'età più basse. La diagnosi arriva spesso dopo un percorso lungo e dispendioso, il più delle volte vissuto con gravi ripercussioni psicologiche per la donna.
Una delle ipotesi accreditate è il passaggio, causato dalle contrazioni uterine che avvengono durante la mestruazione, di frammenti di endometrio dall'utero nelle tube e da queste in addome, con impianto sul peritoneo e sulla superficie degli organi pelvici, raramente su fegato, diaframma, pleura e polmone. Tale ipotetica causa di sviluppo della malattia non ne esclude altre, tanto che in rarissimi casi l’endometriosi è stata diagnosticata anche nel sesso maschile. L’endometriosi si può sviluppare non solo per le sue caratteristiche istologiche e la stimolazione ormonale, ma anche a causa di un sistema immunologico che ne permette l’impianto, creando successivamente uno stato infiammatorio cronico. Quest’ultimo è caratteristico della malattia e spiega la sintomatologia caratterizzata da dolore e anche da infertilità.
Le donne che soffrono di endometriosi riferiscono diversi sintomi, tra cui dolore mestruale, dolore cronico e persistente con aggravamento durante il periodo mestruale, astenia, lieve ipertermia, fenomeni depressivi. Il dolore durante i rapporti sessuali e alla defecazione, a volte accompagnato dalla comparsa di sangue nelle urine o nelle feci, è caratteristico della endometriosi del setto rettovaginale. Altre volte i dolori si manifestano durante la minzione e sono caratteristici della endometriosi vescicale.
L’’impatto della malattia è alto ed è connesso alla riduzione della qualità della vita e ai costi diretti e indiretti. Una limitata consapevolezza della patologia è causa del grave ritardo diagnostico, valutato intorno ai sette anni. Una pronta diagnosi e un trattamento tempestivo possono migliorare la qualità di vita e prevenire l’infertilità. Sin dalla più giovane età è molto importante sapere che i dolori mestruali e durante i rapporti non sono normali e che non devono essere taciuti. Le donne che hanno la madre o sorelle affette da endometriosi hanno un rischio sette volte maggiore di svilupparla.
I medici di medicina generale e i ginecologi operanti sul territorio sono le figure strategiche per una pronta diagnosi e un trattamento in grado di migliorare la qualità di vita e prevenire l’infertilità. Di grande utilità è l'ecografia, soprattutto per le forme ovariche e le forme di endometriosi profonda. L'endometriosi è inserita nell’elenco delle patologie croniche e invalidanti per gli stadi clinici più avanzati: a queste pazienti (circa 300.000 in Piemonte) è riconosciuto il diritto all'esenzione dal ticket per alcune prestazioni specialistiche di controllo.
L’attenzione al tema della endometriosi nella Regione Piemonte ha portato negli anni alla formulazione di diversi atti, che ha portato anche alla costituzione dell’Osservatorio regionale sull'endometriosi. Inoltre, in alcune aziende sanitarie e comuni della regione Piemonte sono state inaugurale nel corso degli anni le “panchine gialle”, con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione nei confronti della patologia.