Economia - 16 marzo 2026, 12:05

McQueen annuncia esuberi: a Novara previsti 38 licenziamenti

Il marchio del gruppo Kering avvia una procedura di riduzione del personale nelle sedi italiane. I sindacati: “Decisione con un forte impatto sociale, serve un confronto per salvaguardare i posti di lavoro”.

La crisi annunciata nei mesi scorsi si è trasformata in una realtà concreta. Il marchio di alta moda Alexander McQueen, parte del gruppo Kering, ha avviato una procedura di licenziamento collettivo che coinvolgerà 54 lavoratori su 181 nelle tre sedi italiane dell’azienda. La situazione più delicata riguarda Novara, dove sono previsti 38 esuberi su 105 dipendenti (che diventano 113 considerando anche i ruoli dirigenziali).

La sede novarese rappresenta un punto centrale per la produzione del marchio: qui infatti viene realizzata gran parte dell’abbigliamento, mentre Scandicci è specializzata nella pelletteria e Parabiago nella produzione di sneakers.

Secondo quanto spiegato da Cristian Bertuletti, segretario della Filctem Cgil, la situazione era già emersa diversi mesi fa. “Da ottobre si parla di esuberi e i lavoratori convivono con questa incertezza da cinque mesi. Comprendiamo la necessità di riequilibrare i conti aziendali, ma il modo in cui si affrontano queste situazioni deve rispettare i lavoratori. Per l’azienda sono numeri, per noi sono persone. Non siamo disponibili ad accettare una macelleria sociale”.

La vicenda ha immediatamente attirato l’attenzione delle organizzazioni sindacali nazionali e territoriali – Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil – che in una nota congiunta hanno espresso forte preoccupazione per le possibili ricadute occupazionali.

Secondo i sindacati, il piano di riduzione del personale rischia di avere ripercussioni pesanti non solo sui dipendenti coinvolti e sulle loro famiglie, ma anche sull’intera organizzazione del lavoro e sull’indotto legato all’attività del marchio.

Per questo motivo le sigle sindacali chiedono l’apertura di un confronto approfondito con l’azienda per individuare soluzioni alternative ai licenziamenti. Tra le proposte avanzate figurano l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, percorsi di ricollocazione interna all’interno del gruppo e la possibilità di gestire eventuali uscite solo su base volontaria, evitando decisioni unilaterali.

La vertenza è ora destinata a entrare nella fase di confronto prevista dalla normativa, mentre cresce l’attenzione sul futuro occupazionale del sito produttivo novarese e dei lavoratori coinvolti.

Redazione