Rafforzare la governance non è solo un obbligo normativo, ma una vera e propria scelta strategica per ogni impresa. Lo hanno ribadito i protagonisti del convegno “Famiglia, impresa, futuro: le nuove sfide della buona Governance”, organizzato mercoledì 25 febbraio 2026 da Confindustria Novara Vercelli Valsesia (CNVV), con interventi di rappresentanti del mondo imprenditoriale, professionisti ed esperti sul tema della Family Governance e della transizione generazionale.
«L’inserimento di competenze indipendenti negli organi amministrativi e l’adozione del Codice di autodisciplina come metodo di lavoro migliorano qualità delle decisioni, trasparenza ed efficienza, riducendo i rischi e rafforzando reputazione e accesso al credito», ha spiegato Isabella Bosatra, amministratore delegato della Stamperia Bosatra e vicepresidente di CNVV con delega al passaggio generazionale. «Dotarsi di strumenti concreti e avere una visione di lungo periodo è essenziale, soprattutto per le PMI: non si tratta di burocrazia, ma di un investimento sulla solidità e sulla crescita sostenibile delle aziende».
Ad aprire i lavori, Alessandra Zanaria, responsabile dell’area Bilancio e Gestione di impresa di CNVV, ha ricordato i servizi messi a disposizione delle aziende associate per strutture organizzative e amministrative adeguate. Zanaria ha sottolineato l’importanza di una governance partecipativa e democratica, con chiara divisione dei ruoli, condivisione degli obiettivi, utilizzo dei patti parasociali e coinvolgimento di figure indipendenti nei consigli di amministrazione.
Sul tema della cultura aziendale e dei mercati complessi è intervenuto Alessandro Minichilli, professore ordinario di Governance e Family Business all’Università Luigi Bocconi. «La piccola dimensione è stata un vantaggio in passato, ma oggi la complessità dei mercati e le crescenti richieste normative e degli stakeholder rendono indispensabile strategie precise di “Family Structure” e “Family Governance”», ha spiegato Minichilli. «Una buona governance significa migliori decisioni, minori rischi, continuità aziendale e processi più rigorosi, con divisione chiara tra proprietà, livello manageriale e organi societari».
Sul tema della transizione generazionale è intervenuta anche Giovanna Gregori, Executive Director di Aidaf – Associazione Italiana delle Aziende Familiari, sottolineando l’importanza di valorizzare diversità di genere e generazionale nei consigli di amministrazione. Ha ricordato come in Italia siano ancora a controllo familiare quasi 15.600 aziende, pari al 66% di quelle sopra i 20 milioni di fatturato, e come l’adozione del Codice di autodisciplina favorisca trasparenza, distinzione tra patrimonio familiare e aziendale e continuità nella successione.
Nella seconda parte del convegno hanno portato la loro testimonianza due aziende associate a CNVV. Isabella Bosatra, terza generazione dell’omonima azienda di Borgosesia, ha illustrato i vantaggi della governance chiara nella gestione quotidiana e l’importanza di iniziare presto la pianificazione della successione, distinguendo proprietà e management. Francesco Nulli, CEO di Esseco Group, gruppo industriale con oltre 100 anni di storia e 1.300 dipendenti in 18 Paesi, ha raccontato la strategia di governance a due livelli adottata nel gruppo e come la transizione generazionale sia stata pianificata come processo continuo, finalizzato a far crescere insieme azienda e famiglia, con apertura al cambiamento e alle nuove competenze.
Tutti i partecipanti hanno concordato: una buona governance non è burocrazia, ma investimento strategico, che assicura solidità, continuità e valore nel tempo, proteggendo l’impresa e rafforzando il legame con il territorio e gli stakeholder.