Attualità - 27 febbraio 2026, 09:30

Oltre un milione di euro dall’8x1000: la diocesi di Novara sostiene 36 progetti di carità

Per il 2025-2026 fondi a parrocchie e associazioni tra sostegno alle famiglie in difficoltà e “Opere Segno”, tra cui un centro per ragazzi autistici a Novara**

Ammontano a 1 milione 33mila euro i fondi dell’8x1000 destinati dalla diocesi di Novara per la carità, nell’anno pastorale 2025-2026.

I progetti sostenuti, realizzati da parrocchie e associazioni, sono 36, per un valore complessivo di 1 milione e 288mila euro, quasi interamente coperti, dunque, dal contributo diocesano.

Il sostegno alle parrocchie

Sono sostanzialmente due i capitoli di impiego: quello dei “Progetti Sostegno” e quello delle “Opere Segno”.

Per il primo i progetti sono 22: il totale dei contributi approvati ammonta a 349.300 euro, a fronte di un valore complessivo dei progetti pari a 402.833 euro.

Si tratta di fondi destinati ai centri di ascolto parrocchiali e ai gruppi Caritas delle parrocchie che si occupano di seguire e sostenere famiglie e persone in difficoltà economica.

Le Opere Segno

Il secondo capitolo riguarda quegli interventi che attraverso la carità e l’attenzione agli ultimi sono «“Segno” della presenza di Dio».

A riceverli associazioni e parrocchie che mettono in atto progetti specifici in diversi campi del sociale, facendo fronte all’emergenza abitativa, a quella sanitaria, alle necessità di cura e attenzione a disabili e anziani.  Le “Opere Segno” sono in totale 14, per un totale approvato di 684.680,19 euro su di un valore complessivo di 885.617 euro.

Il più grande a Novara, dove nella parrocchia di San Giuseppe in collaborazione con Angsa Novara-Vercelli nascerà un centro per ragazzi autistici. Il contributo dell’8x1000 ammonta a 279mila euro.

La rete della carità

«Con questi progetti – dice il vicario generale della diocesi mons. Fausto Cossalter -, riusciamo a dare un contributo significativo e in certi casi essenziale al lavoro a favore degli ultimi fatto dalle nostre comunità. Vorrei ringraziare proprio le centinaia di volontari che nelle parrocchie e nelle associazioni si dedicano a questo impegno. E poi tutti coloro che firmando per l’8x1000 lo rendono possibile».

Anche il direttore della Caritas diocesana don Giorgio Borroni sottolinea l’importanza di questa rete.

«Non si tratta soltanto di distribuire beni, ma di offrire tempo, relazione, prossimità. L’aiuto materiale diventa ascolto, l’assistenza si fa accompagnamento, la risposta all’emergenza apre a un cammino di dignità. È un lavoro che diventa un seme piantato, perché metta radici una cultura nuova che può cambiare le nostre comunità: quella dell’attenzione verso chi è solo, povero, malato, anziano. Una cultura che contrasta l’indifferenza e ricostruisce legami».

comunicato stampa