Sanità - 25 febbraio 2026, 19:04

Novara, la Rianimazione del Maggiore potenziata grazie al lascito della famiglia Sacco-Morano

Nuove tecnologie diagnostiche e terapeutiche per il reparto di Anestesia e Rianimazione: un gesto di generosità che rafforza le cure dei pazienti critici

Un gesto di grande generosità ha permesso alla Rianimazione dell’AOU “Maggiore della Carità” di Novara di rafforzare le proprie capacità diagnostiche e terapeutiche. Mercoledì 25 febbraio, presso l’auletta didattica “Mariella Romano” del Padiglione B, si è svolto un momento di ringraziamento ufficiale alla famiglia Sacco-Morano, il cui lascito ha reso possibile l’acquisto di apparecchiature avanzate per la gestione dei pazienti critici.

La donazione, disposta nel 2020 da Giovanna Sacco, vedova Morano, in memoria del figlio Fabrizio e del marito Sergio, è stata destinata all’acquisto di strumenti di alta tecnologia per il centro di Rianimazione e Terapia Intensiva già intitolato alla loro memoria. In questi anni, i fondi hanno permesso di integrare dispositivi fondamentali, tra cui tromboelastogrammi, sonde ecocardiografiche transesofagee, ecografi dedicati alla traumatologia e alla rianimazione, ventilatori pediatrico-neonatali, carrelli di emergenza e sistemi di calorimetria indiretta per una nutrizione personalizzata dei pazienti critici.

“La Terapia Intensiva, riferimento HUB per il Piemonte orientale, assiste ogni anno tra 800 e 900 pazienti – ha spiegato la professoressa Rosanna Vaschetto, direttore della struttura –. L’introduzione di queste tecnologie consente di migliorare in modo concreto diagnosi, terapie e assistenza, offrendo cure più sicure e mirate ai pazienti più gravi”.

All’evento hanno partecipato il direttore generale dell’AOU Stefano Scarpetta, la professoressa Vaschetto, il professor Francesco Della Corte, già direttore della Rianimazione, e numerosi responsabili del reparto e delle sale operatorie. “Il lascito della famiglia Sacco-Morano va oltre il contributo materiale – ha sottolineato Scarpetta –: è un atto di cura verso la comunità, un gesto che testimonia l’attaccamento dei cittadini novaresi all’ospedale e che permette di offrire terapie sempre più efficaci e sicure”.

 

comunicato stampa a.f.