Cronaca - 24 febbraio 2026, 10:23

Dal nord ovest. Blitz a Caselle, Gdf sequestra oltre 4500 medicinali pericolosi nascosti tra i bagagli: antidepressivi, ma anche "aiuti" sessuali

I prodotti erano privi di autorizzazioni sanitarie. Nel corso dei controlli intercettate anche decine di confezioni di cosmetici fuori legge

Farmaci sequestrati dalla Guardia di Finanza all'aeroporto di Caselle

Erano privi di qualunque autorizzazione prevista dalla legge e viaggiavano nascosti tra i vestiti, all'interno dei bagagli. Sono stati trovati così, dagli uomini della Guardia di Finanza, oltre 4500 medicinali e prodotti farmaceutici "atterrati" all'aeroporto di Torino Caselle al di fuori della legge.

L'attività è stata condotta in collaborazione con il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e ha permesso di individuare 4 passeggeri, poi denunciati, che hanno tentato di importare questi prodotti provenienti da territori extraUE.

I medicinali, nascosti all’interno di capi di abbigliamento (in particolare, calzini e indumenti intimi), erano stati riposti in bagagli imbarcati e sono risultati, in alcuni casi, non conformi alle normative sanitarie europee e, in altre circostanze, in quantità superiore a quello che può essere un normale fabbisogno personale e, comunque, prive delle ricette mediche giustificative del possesso.

Si tratta, in particolare, di farmaci relativi al trattamento di disturbi depressivi, di malattie cardiovascolari, di medicina estetica e, in tre casi, di compresse contenenti il principio attivo “Sildenafil” per il potenziamento sessuale, per un totale di oltre 300 pasticche, il cui sequestro ha già determinato, in uno specifico caso, la condanna da parte del Tribunale di Torino di una passeggera peruviana per aver importato farmaci non accompagnati da ricetta medica.

In un’altra circostanza, i Finanzieri della Compagnia di Caselle Torinese, sempre in collaborazione con il personale dell’Agenzia delle Dogane, hanno sottoposto a controllo un passeggero in arrivo da Dakar (Senegal) trovato in possesso di decine di confezioni di cosmetici contenenti la nota sostanza “idrochinone”, in quantitativi eccedenti i limiti previsti dalla normativa unionale, utilizzata come schiarente della pelle nel trattamento dell’iperpigmentazione.

redazione