L’ibridazione creativa nei videogiochi altro non è che un processo di integrazione tra generi differenti, che crea a sua volta nuove forme di intrattenimento. L’industria videoludica ha sviluppato questo approccio in modo progressivo negli ultimi vent’anni, con risultati evidenti sia sul piano commerciale sia su quello pratico. Gli sviluppatori hanno mixato meccaniche, strutture narrative e sistemi di progressione provenienti da tradizioni diverse per ampliare il coinvolgimento e la profondità del gameplay.
Esempi di ibridazione creativa nei videogiochi
Un esempio di integrazione tra azione e gestione lo si trova in Dave the Diver, pubblicato nel 2023. Il gioco alterna l'esplorazione subacquea in tempo reale durante il giorno e la gestione di un ristorante di sushi durante la notte. Il sistema di combattimento e raccolta risorse appartiene alla tradizione action-adventure con elementi roguelite, mentre la parte gestionale utilizza dinamiche tipiche dei management simulator. Questa struttura crea un ciclo continuo tra acquisizione di materiali e amministrazione delle risorse.
Lo stesso principio di doppia natura caratterizza Cult of the Lamb, uscito nel 2022. Il titolo integra dungeon generati proceduralmente con la costruzione e la gestione di una comunità. Il giocatore alterna combattimenti rapidi e organizzazione di strutture, introducendo un equilibrio tra strategia e azione. Un altro esempio di ibridazione creativa è Monopoly Big Baller, un game show live ispirato al Monopoly e al bingo, con un presentatore in carne e ossa e accessibile online via streaming.
Alcuni giochi di ruolo, poi, hanno superato i confini tradizionali del genere attraverso alcune contaminazioni mirate. Persona 5, pubblicato nel 2016 da Atlus, unisce i combattimenti a turni tipici dei JRPG con una simulazione dettagliata della vita scolastica. Il calendario interno scandisce le attività quotidiane, le relazioni sociali e il potenziamento delle abilità. Un approccio differente caratterizza invece Disco Elysium, pubblicato nel 2019 dallo studio ZA/UM. Qui la componente investigativa si fonde con elementi tipici di un'avventura grafica punta e clicca, generando un’esperienza centrata sulla scrittura e sulle scelte morali.
Gli altri videogames da provare
L’ibridazione ha influenzato anche il genere degli sparatutto in prima persona. Borderlands, pubblicato nel 2009 da Gearbox Software, ha contribuito alla diffusione del modello definito “looter shooter”. Il gioco integra le meccaniche FPS con i sistemi di progressione tipici degli action RPG. Un’altra sperimentazione di livello appare in Superhot, pubblicato nel 2016. Il titolo modifica la gestione del tempo, perché quest'ultimo avanza solo quando il personaggio si muove. Questa regola trasforma ogni scontro in una sequenza strategica che richiede una pianificazione simile ad un puzzle game.
Esistono anche altri progetti che hanno unito generi apparentemente poco compatibili in modo rivoluzionario e coerente. Crypt of the NecroDancer, pubblicato nel 2015, combina la struttura roguelike e le meccaniche ritmiche. Il sistema impone dei movimenti sincronizzati con la musica, e introduce una componente musicale che influenza direttamente il combattimento. Slay the Spire, invece, integra gli elementi roguelike con un sistema di costruzione del mazzo di carte. Ogni partita genera percorsi e ricompense differenti, mentre il giocatore costruisce progressivamente le proprie strategie attraverso carte e reliquie. Questo modello ha influenzato numerosi titoli, come nel caso di Inscryption.
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