Attualità - 12 febbraio 2026, 12:02

Don Luigi Ciotti nel Novarese per “100 passi verso il 21 marzo”: incontri con studenti e cittadinanza

Il fondatore di Libera protagonista di tre appuntamenti tra Novara e Borgomanero in vista della Giornata nazionale della memoria e dell’impegno contro le mafie.

La strada verso la 31ª Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, in programma il 21 marzo a Torino, passa anche dal Novarese. Nell’ambito del percorso “100 passi verso il 21 marzo”, don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, sarà presente sul territorio per tre appuntamenti dedicati a studenti e cittadinanza.

Il primo incontro è fissato per mercoledì 18 febbraio alle 9 all’auditorium della Banca Popolare di Novara, dove il sacerdote dialogherà con gli studenti novaresi. In tarda mattinata, alle 11, don Ciotti si sposterà all’istituto Don Bosco di Borgomanero per un secondo momento di confronto con il mondo della scuola.

Una settimana dopo, mercoledì 25 febbraio alle 21, il fondatore di Libera tornerà all’auditorium Bpn di via Negroni per un incontro aperto al pubblico, moderato da Sarah Verzì, referente cittadina dell’associazione. L’ingresso è gratuito, ma è richiesta la prenotazione attraverso il link diffuso sui canali social di Libera Novara.

Le iniziative rappresentano le prime tappe di avvicinamento alla manifestazione nazionale di Torino. «La presenza di Luigi Ciotti non deve essere vissuta come una passerella, ma come una chiamata alla responsabilità collettiva», sottolinea Ryan Coretta, referente di Libera Novara. «Portarlo prima tra i banchi di scuola e poi davanti alla città significa unire giovani e adulti in un’unica battaglia culturale, attraverso l’ascolto di storie che interrogano sul valore della libertà e della giustizia».

Al centro della riflessione ci sarà la figura di Cristina Mazzotti, prima donna rapita dalla ’ndrangheta nel Nord Italia, la cui vicenda – a cinquantuno anni dai fatti – è tornata recentemente all’attenzione pubblica. «La sua storia è uno strumento fondamentale per comprendere l’evoluzione del fenomeno mafioso anche nei nostri territori», evidenzia Sarah Verzì. «La memoria non è retorica, ma un mezzo concreto per chiedere giustizia».

Gli incontri, resi possibili anche grazie al supporto della Banca Popolare di Novara, intendono coinvolgere generazioni diverse in un percorso comune di consapevolezza e impegno civile, in vista dell’appuntamento del 21 marzo a Torino.

Redazione