Economia - 08 febbraio 2026, 07:45

Nuove regole sulla trasparenza salariale: cosa cambia per i lavoratori

Lo schema di decreto legislativo attua la direttiva Ue 2023/970 per ridurre le disparità retributive tra uomini e donne

Il Consiglio dei ministri ha dato il primo via libera allo schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva europea 2023/970, con l’obiettivo di contrastare le discriminazioni retributive tra uomini e donne. Il provvedimento ora inizierà l’esame nelle commissioni parlamentari prima di tornare in Cdm per l’approvazione definitiva.

Uno dei punti più discussi riguarda la trasparenza sugli stipendi: i lavoratori avranno diritto a informazioni sui livelli retributivi medi dei colleghi della stessa categoria o di pari livello, distinti per genere. Questo meccanismo permette di individuare eventuali divari retributivi tra uomini e donne, ma non dà accesso alle buste paga individuali degli altri dipendenti. L’obiettivo è garantire strumenti di controllo e prevenzione delle discriminazioni, senza violare la privacy dei singoli.

I datori di lavoro dovranno rendere disponibili i criteri utilizzati per stabilire le retribuzioni e le progressioni salariali, e rispondere entro due mesi a eventuali richieste di chiarimento. Le informazioni raccolte dai lavoratori potranno essere utilizzate solo per verificare la parità salariale, senza finalità diverse.

Il decreto stabilisce anche meccanismi correttivi: se il divario retributivo medio tra uomini e donne supera il 5% senza giustificazioni oggettive, il datore di lavoro dovrà intervenire per adeguare i salari entro sei mesi.

In sostanza, il provvedimento punta a rendere la trasparenza salariale uno strumento concreto per ridurre le disuguaglianze di genere, consentendo ai lavoratori di capire se la parità di trattamento economico viene effettivamente rispettata, senza però poter consultare le singole buste paga dei colleghi.

a.f.