Economia - 07 febbraio 2026, 12:00

Tari, Novara tra le 10 città italiane dove si paga meno

Secondo uno studio Uil, la spesa media annua per famiglia è di 204 euro. Nonostante un aumento negli ultimi anni, la città resta tra le più convenienti

Novara si conferma tra le dieci città italiane in cui la Tari pesa meno sulle tasche dei cittadini. A dirlo è uno studio condotto dalla Uil, che ha analizzato l’andamento della tassa sui rifiuti nei 109 capoluoghi di provincia italiani nel periodo compreso tra il 2020 e il 2025, valutandone l’impatto sulla spesa annua delle famiglie.

Secondo il report, la spesa media annua per nucleo familiare a Novara è pari a 204 euro, un dato che colloca il capoluogo piemontese tra quelli con la Tari più bassa a livello nazionale. Tuttavia, lo studio evidenzia anche un aumento di circa l’8% nel quinquennio analizzato: nel 2020 la spesa media era infatti di 164 euro, salita progressivamente fino ai valori attuali.

A fare meglio di Novara è soltanto La Spezia, dove la Tari media annua per famiglia si attesta sui 180 euro. All’estremo opposto della classifica si trova invece Pisa, che registra la tassa sui rifiuti più elevata d’Italia, con una spesa media annua di 650 euro per nucleo familiare.

Guardando al Piemonte, dopo Novara tra i capoluoghi con la Tari più contenuta figura Vercelli, con una media di 220 euro annui. La città piemontese dove la tassa risulta invece più alta è Asti, con 469 euro di spesa media annuale, mentre a Verbania il costo si aggira intorno ai 292 euro.

Secondo Santo Biondo, segretario confederale della Uil, «le forti differenze tariffarie tra territori sono il risultato di scelte politiche sbagliate e di un sistema di gestione dei rifiuti frammentato e diseguale». In particolare, la carenza di impianti di trattamento e riciclo in alcune aree costringerebbe molti Comuni a trasferire i rifiuti fuori territorio, generando extracosti che finiscono per gravare sulle bollette di famiglie e imprese.

 

Redazione