Sanità - 03 febbraio 2026, 15:56

Tumore raro del mediastino, intervento ad alta complessità riuscito a Novara

L’équipe multidisciplinare del Maggiore restituisce qualità di vita a un 76enne

Successo per un intervento chirurgico complesso all’Azienda ospedaliero-universitaria “Maggiore della Carità” di Novara. Un’équipe multidisciplinare ha portato a termine positivamente una delicata operazione su un paziente di 76 anni affetto da una rara forma tumorale del mediastino posteriore. Restituita all’uomo la possibilità di alimentarsi normalmente, migliorando in modo significativo la qualità della sua vita.

L’uomo era giunto all’ospedale in condizioni cliniche particolarmente delicate, a causa di gravi difficoltà nella deglutizione che, negli ultimi mesi, avevano determinato un importante calo ponderale e un progressivo stato di malnutrizione. A rendere ancora più complesso il quadro contribuiva una patologia neurologica cronica, la miastenia gravis, che compromette la funzione muscolare e può aggravare ulteriormente le capacità respiratorie e deglutitorie.

Gli accertamenti radiologici ed endoscopici hanno evidenziato la presenza di un voluminoso sarcoma – tumore di rara istologia – localizzato nel mediastino posteriore. La massa, estesa per circa 12 centimetri sopra il diaframma, si sviluppava da un cavo pleurico all’altro, avvolgendo completamente l’esofago e impedendo di fatto il passaggio degli alimenti.

Di fronte a un quadro così complesso, è stato pianificato un intervento chirurgico altamente specialistico eseguito dal team guidato dal professor Sergio Gentilli, direttore della Struttura Complessa a Direzione Universitaria (S.C.D.U.) “Chirurgia generale 1” dell’Aou di Novara e della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Generale dell’Università del Piemonte Orientale, in stretta collaborazione con la SCDU “Chirurgia Toracica” diretta dal professor Ottavio Rena e con il contributo coordinato delle rispettive équipe.

 L’operazione ha richiesto un accesso toracico bilaterale per consentire l’asportazione completa della massa tumorale insieme al tratto distale dell’esofago, delicatamente mobilizzato dall’aorta toracica e dai polmoni. Contestualmente, mediante un accesso addominale, lo stomaco è stato modellato e trasposto nel torace, dove è stato collegato al moncone esofageo residuo, permettendo così la ricostruzione della continuità del tratto digerente.

A una settimana dall’intervento, i controlli clinici e radiologici hanno confermato la buona riuscita della procedura e la perfetta tenuta della ricostruzione digestiva. Il paziente, ormai prossimo alla dimissione, ha potuto riprendere ad alimentarsi normalmente per bocca, con evidente sollievo e un rapido recupero delle condizioni generali.

Questo risultato conferma l’Aou “Maggiore della Carità” di Novara e l’Università del Piemonte Orientale come riferimenti qualificati per il trattamento delle patologie neoplastiche complesse e rare del torace e dell’esofago, dove l’integrazione tra specialità diverse consente di affrontare con successo anche le situazioni chirurgiche più impegnative.

“Questo intervento conferma non solo l’eccellenza dei nostri professionisti ma anche la loro capacità di lavorare in maniera integrata e sinergica per garantire le migliori possibilità di cura per i nostri pazienti” – dichiara il direttore generale dell’Aou, dottor Stefano Scarpetta – “Con questo obiettivo l’Azienda continuerà a lavorare per consolidare il proprio ruolo di riferimento nel panorama sanitario regionale e non solo”.

comunicato stampa