In occasione del Giorno della Memoria, la città di Oleggio ha ospitato una conferenza che invita a riflettere su un aspetto spesso marginalizzato della persecuzione antiebraica durante il fascismo: il ruolo del sistema bancario italiano di fronte alle leggi razziali tra il 1938 e il 1945. L’incontro, intitolato “Il sistema bancario italiano di fronte ai provvedimenti antiebraici tra salvaguardia e oblio (1938–1945)”, si è tenuto mercoledì 28 gennaio presso il Museo Civico “C. G. Fanchini”.
La conferenza ha proposto un’analisi storica che va oltre il racconto della persecuzione fisica, concentrandosi sulla progressiva esclusione economica degli ebrei italiani. Le leggi razziali del 1938 non colpirono solo l’identità e i diritti civili, ma agirono in modo sistematico sul lavoro, sulla proprietà e sull’accesso al credito, smantellando il tessuto materiale che garantiva autonomia e dignità a migliaia di famiglie. Il sistema bancario e finanziario, spesso percepito come neutrale, si trovò ad applicare norme che portarono all’allontanamento dagli impieghi, alla gestione delle confische e alla segregazione economica dei cittadini ebrei. La perdita del lavoro e dei beni non fu una semplice conseguenza collaterale delle leggi razziali, ma una fase preliminare e strutturale della persecuzione, che rese le persone più vulnerabili, isolate e prive di strumenti di difesa. Questo processo, come evidenziato dagli studi storici, contribuì a creare le condizioni materiali che precedettero le deportazioni e la Shoah, dimostrando come la distruzione dei diritti economici possa essere un potente mezzo di esclusione e annientamento sociale.
Il valore di una riflessione storica come quella proposta a Oleggio risiede anche nella sua capacità di dialogare con il presente, in questo senso, il drammatico conflitto in corso in Palestina offre un parallelo contemporaneo che interroga le coscienze. Negli ultimi anni, e in particolare dopo l’escalation del conflitto iniziata nell’ottobre 2023, la popolazione palestinese ha assistito a un collasso senza precedenti del proprio sistema economico e finanziario, la distruzione delle infrastrutture, le restrizioni alla circolazione di persone e merci, la chiusura di attività produttive e l’impossibilità di accedere regolarmente ai servizi bancari hanno compromesso la sopravvivenza economica di intere comunità.
Un ulteriore riferimento al nostro passato più prossimo rafforza questa lettura. L’esperienza della pandemia da Covid-19 ha mostrato, anche in contesti democratici e formalmente tutelati, quanto rapidamente una crisi possa tradursi in sospensione di diritti, impoverimento diffuso e dipendenza economica. Anche per questo, la memoria storica non è solo esercizio del passato, ma strumento indispensabile per interpretare il presente e orientare responsabilmente il futuro.
La conferenza di Oleggio, affidata allo storico Saverio Colacicco, rappresenta quindi non solo un momento di commemorazione, ma anche un’occasione di educazione civica e di riflessione critica sul presente. Ricordare significa interrogarsi sulle responsabilità delle istituzioni, allora come oggi, e riconoscere che la difesa dei diritti umani passa anche dalla tutela dell’accesso al lavoro, al credito e alla dignità economica. In questo senso, il Giorno della Memoria non è soltanto uno sguardo al passato, ma un invito a leggere il presente con maggiore consapevolezza, in modo da non rimanere solo un ricordo museale.