Dopo anni di attesa e pianificazione, Cerano si prepara a ospitare il primo impianto italiano su scala industriale dedicato al riciclo chimico del polietilene tereftalato (Pet), la resina termoplastica utilizzata principalmente per bottiglie e imballaggi. Il progetto, sviluppato da Saipem in collaborazione con la società locale Garbo, ha ottenuto un finanziamento europeo di 15,5 milioni di euro, che dovrebbe essere erogato entro il 2026.
L’idea di realizzare l’impianto risale al 2018, quando Garbo propose l’insediamento sul territorio ceranese. Dopo la conferenza dei servizi in Provincia di novembre di quell’anno, il progetto ha seguito un lungo iter, fino alla recente approvazione nel 2024 nell’ambito del Fondo europeo per l’innovazione. La Commissione europea ha selezionato il progetto Saipem-Garbo come uno dei quattro impianti italiani approvati su 61 proposte totali. L’erogazione dei fondi sarà vincolata alla firma del «Grant agreement» con l’Agenzia esecutiva europea per il clima, l’infrastruttura e l’ambiente (Cinea), prevista per marzo.
Il nuovo stabilimento avrà il compito di trasformare chimicamente i rifiuti plastici in materiale di alta qualità, con una capacità stimata di oltre 250 milioni di bottiglie PET all’anno. La tecnologia «ChemPet», sviluppata da Saipem e Garbo, permette la «depolimerizzazione» dei rifiuti: i polimeri vengono scomposti in molecole più piccole e riutilizzate nell’industria tessile, dando nuova vita alla plastica.
Se i tempi previsti saranno rispettati, l’impianto entrerà in funzione nel 2029, segnando un passo importante per l’innovazione industriale e la sostenibilità ambientale in Piemonte e in Italia. Saipem e Garbo puntano non solo a sviluppare l’industrializzazione della tecnologia, ma anche a supportare la sua commercializzazione su scala globale, confermando la vocazione del territorio verso progetti green e di alto valore tecnologico.