“La stabilizzazione del lavoro occasionale in agricoltura è una misura concreta e necessaria, soprattutto per territori dove i periodi di raccolta richiedono una gestione attenta e tempestiva della manodopera, nel pieno rispetto delle regole e dei diritti dei lavoratori”.
Lo afferma Marco Protopapa, consigliere regionale del Piemonte ed ex assessore all’Agricoltura, commentando l’approvazione dell’emendamento alla Legge di Bilancio, varata dalla Commissione Bilancio del Senato, che rende strutturale uno strumento già sperimentato con risultati positivi nel settore agricolo.
Nel biennio di sperimentazione, il lavoro occasionale in agricoltura ha coinvolto circa 10mila persone a livello nazionale, in larga parte pensionati (circa l’80%) e studenti (circa il 17%), confermandosi come una misura di integrazione al reddito che non ha generato abusi né sostituito il lavoro stabile. La norma consente alle aziende agricole di impiegare questi lavoratori per un massimo di 45 giornate annue, rivolgendosi a categorie specifiche e a persone che non abbiano avuto rapporti di lavoro subordinato agricolo nei tre anni precedenti.
"Dopo le stringenti normative attuate anche sul campo delle presenze degli stagionali e le criticità sorte sui vaucher finalmente finalmente ci sono di nuovo segnali che si avvicinano a quelle tradizioni di disponibilità di manodopera occasionale che le aziende hanno avuto modo di beneficiare nei tempi passati per seguire le tante colture della nostra Regione , infatti - spiega Protopapa - settori come la viticoltura, l’ortofrutta, la cerealicoltura e la zootecnia si ritrovano tutti gli anni ad affrontare picchi di lavoro concentrati in brevi periodi senza trovare o aver la possibilità di accogliere forze lavoro con strumenti integrativi che permettono alle aziende di operare nella legalità e ai lavoratori di avere un’opportunità regolare, contrattualizzata e tutelata”.
Protopapa richiama anche l’esperienza maturata nella scorsa Legislatura alla guida dell’assessorato regionale:
“Da assessore all’Agricoltura ho lavorato per rafforzare gli strumenti a sostegno dei lavoratori salariati agricoli, in particolare nei momenti più delicati della raccolta, promuovendo politiche capaci di coniugare flessibilità organizzativa, tutela del reddito e contrasto al lavoro irregolare. Questa misura va esattamente in quella direzione”.
“Anche quest'anno ho avuto particolari segnalazioni di difficoltà da parte delle Imprese Agricole soprattutto della provincia di Alessandria che chiedevano un intervento regionale per aiutare e stimolare le presenze di risorse umane sui campi ,conclude il consigliere regionale, e sono certo che questo può essere un modello che può funzionare non solo nell’Alessandrino, ma anche nelle Langhe, nel Roero, nel Monferrato, nelle aree risicole di Vercelli e Novara e in tutti i comparti agricoli piemontesi, rafforzando il legame tra imprese, lavoratori e territorio che diversamente rischia sempre di più ad essere abbandonato: oggi come non mai dobbiamo riavvicinare le persone e i giovani all'agricoltura e questo può la strada giusta”.














