L’anno giubilare della Diocesi di Novara si conclude con un’iniziativa dal forte valore umano e sociale: oltre 200.000 euro verranno destinati al miglioramento delle carceri di Novara e Verbania.
Il progetto, chiamato “Spazi di Speranza”, nasce per restituire decoro, vivibilità e dignità sia ai detenuti (circa 170 a Novara e 70 a Verbania) sia al personale penitenziario che ogni giorno opera nelle due strutture.
L’iniziativa è frutto della “Quaresima di Fraternità”, dell’8xmille alla Chiesa Cattolica e dei fondi della Caritas diocesana.
A presentarla sono stati il vescovo Franco Giulio Brambilla, il direttore della Caritas diocesana don Giorgio Borroni e le direttrici delle due strutture penitenziarie, Anna Maria Dello Preite per Novara e Claudia Piscione per Verbania.
Il progetto “Spazi di Speranza” prevede una serie di interventi mirati a migliorare le condizioni materiali e relazionali all’interno delle strutture penitenziarie.
A Novara, verranno rinnovate le celle e le aree comuni, con nuovi arredi, materiali per la manutenzione interna e strumenti per la palestra e le cucine. È prevista anche la creazione di una zona giochi per i bambini che fanno visita ai propri familiari detenuti.
A Verbania, invece, sarà rifatta completamente la parte dei servizi igienici, restituendo igiene, decoro e sicurezza agli ambienti, anche a beneficio del personale del Dap che vive nella struttura.
«Il carcere non è solo un luogo di pena, ma uno spazio umano da ricostruire — ha ricordato il vescovo Brambilla —.
La giustizia, per essere autentica, deve avere un carattere medicinale.»
«Gesti di carità che parlano alla città». Don Giorgio Borroni, direttore della Caritas diocesana, ha spiegato il significato profondo dell’iniziativa: «Non si tratta soltanto di lavori edilizi o di forniture materiali: «È un gesto di carità concreta, che parla alla città intera, ricordandoci che anche chi ha sbagliato conserva una dignità inviolabile.»
Un messaggio che si traduce in un impegno concreto: ricostruire non solo gli spazi, ma anche le relazioni e la speranza di chi vive ogni giorno dentro le mura carcerarie. Un segno visibile di speranza condivisa.
Il progetto “Spazi di Speranza” rappresenta l’esempio di come la solidarietà possa diventare strumento di giustizia e di riconciliazione.
Per la Diocesi di Novara, è anche un modo per ribadire che la cura delle persone e il rispetto della dignità umana non hanno confini, nemmeno quelli di un carcere. «La speranza — ha concluso monsignor Brambilla — quando è condivisa, cambia davvero la vita delle persone.»














