Un Gruppo Interdisciplinare Cure (GIC) altamente specializzato, riconosciuto come centro di eccellenza nazionale nella diagnosi e trattamento del tumore al polmone: un modello di integrazione tra specialisti dell’Azienda ospedaliero-universitaria Maggiore della Carità di Novara che vede pneumologi, chirurghi toracici, oncologi, radioterapisti, anatomopatologi e radiologi collaborare ogni giorno per offrire percorsi personalizzati e cure all’avanguardia.
Un impegno condiviso che conferma Novara tra i centri di riferimento a livello nazionale per la cura del tumore del polmone, che rappresenta in Italia la seconda neoplasia più diagnosticata tra gli uomini e la terza tra le donne, ma è la prima causa di morte per cancro in entrambi i sessi.
Un ruolo centrale è svolto dalla Struttura Malattie dell’apparato respiratorio, diretta da Filippo Patrucco, riferimento per tutto il quadrante Nord-Est del Piemonte: «La Struttura dispone della strumentazione più avanzata per l’approccio diagnostico e stadiativo, nonché per il trattamento endoscopico di lesioni infiltranti le vie aeree. Da aprile 2025 è inoltre disponibile nel centro un nuovo e innovativo sistema di navigazione per il campionamento di lesioni polmonari periferiche: questa tecnologia sfrutta algoritmi di intelligenza artificiale che, integrando le scansioni di tomografia computerizzata alle immagini fluoroscopiche acquisite durante la procedura, restituisce all’operatore la proiezione esatta della lesione da campionare».
«Ancora una volta il “fare squadra” significa ottenere significativi risultati, a tutto vantaggio dei pazienti – ha dichiarato il direttore generale dell’AOU Novara, Stefano Scarpetta – Il tutto colloca la Pneumologia Interventistica del “Maggiore” ai più alti livelli italiani ed europei nella diagnostica avanzata delle patologie polmonari tumorali, essendo fra i cinque centri in Italia a disporre di tale tecnologia».
Il trattamento chirurgico della neoplasia del polmone è offerto ai pazienti affetti da malattia allo stadio iniziale o a pazienti con malattia in stadio localmente avanzato dopo terapie mediche di induzione. L’intervento di scelta nella maggior parte dei casi è l’asportazione del lobo polmonare che contiene la malattia e dei linfonodi loco-regionali.
Il 90% degli interventi svolti dalla Struttura di Chirurgia toracica dell’Aou, diretta da Ottavio Rena, è effettuato con tecnica mininvasiva con l’ausilio della toracoscopia o della robotica, che consentono l’accesso al cavo pleurico senza divaricazione costale, ma attraverso piccole incisioni di 1 centimetro l’una, con netta riduzione del dolore post-operatorio, della degenza media post-operatoria (circa 3-4 giorni) e delle complicanze post-operatorie.
Per quanto riguarda le terapie sistemiche, invece, ci sono diverse possibilità terapeutiche che possono essere offerte ai pazienti affetti da tumore del polmone: all’interno della Struttura di Oncologia diretta da Alessandra Gennari, l’equipe che si occupa di patologia toraco-polmonare composta dalle dottoresse Federica Biello, Gloria Borra e Silvia Genestroni, effettua circa 250 prima visite all’anno, accogliendo pazienti non solo provenienti dalla provincia di Novara, ma anche dalle province limitrofe. Il reparto è attivo anche nella ricerca clinica, con oltre 10 studi clinici in corso e un Clinical Trial Center dedicato.
Il ruolo della radioterapia nel trattamento del tumore del polmone, infine, trova collocazione in diversi contesti di malattia, sia per il carcinoma non a piccole cellule, sia per il microcitoma polmonare. Il trattamento integrato di radio-chemioterapia e immunoterapia è lo standard terapeutico nella malattia localmente avanzata non microcitoma e si utilizza nel tumore a piccole cellule sia in malattia limitata che estesa.
Nella Struttura di Radioterapia oncologica dell’Aou, diretta da Pierfrancesco Franco, l’”expertise” dei medici guida i trattamenti per il tumore del polmone con tecniche moderne (radioterapia ad intensità modulata e guidata dalle immagini), per massimizzare l’efficacia terapeutica, con un profilo di tossicità limitato. A Novara è stato recentemente installato un acceleratore lineare ibrido, chiamato Unity, che è in grado di erogare un trattamento adattativo online (trattamento personalizzato sull’anatomia del paziente in ogni singola seduta) guidato dalla risonanza magnetica. Questa tecnologica, presente in pochi centri in Italia, è al servizio anche dei pazienti con tumore del polmone per ottimizzare le cure e i risultati terapeutici.
«Multidisciplinarietà, professionalità e utilizzo di tecnologie e strumenti all’avanguardia rendono la risposta della sanità pubblica ai pazienti positiva e attrattiva – ha sottolineato l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi – L’AOU di Novara dimostra con il GIC del tumore del polmone che questo non solo è possibile, ma anche che il modello può essere preso d’esempio ed esportato: diventare attrattivi grazie all’innovazione, alla ricerca e alle cure, infatti, deve essere alla base della sanità pubblica del futuro».