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Sanità | 05 gennaio 2023, 08:20

Operatori sanitari: prorogati di 12 mesi i termini per l’acquisizione dei crediti Ecm

Soddisfazione del Nursing Up: “Dal Governo una risposta all' appello col quale chiedemmo una modifica della normativa. Risparmiati ai professionisti ulteriori contraccolpi, come le sanzioni, e addirittura il rischio di radiazione”

Operatori sanitari: prorogati di 12 mesi i termini per l’acquisizione dei crediti Ecm

«Attraverso il Decreto “Milleproroghe”, il nuovo Governo ha deciso di mettere in atto la tanto attesa proroga di 12 mesi relativa alla scadenza dei crediti Ecm per i nostri operatori sanitari.Siamo di fronte ad un gesto di responsabilità da parte dell’esecutivo, che consente, senza dubbio, di concedere un tempo indispensabile e legittimo ai professionisti della sanità non in regola con l’obbligo dei crediti formativi, che come noto rischiavano sanzioni anche gravi». Così Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up.

Che prosegue: «Il Decreto legge 29 dicembre 2022 sostituisce le parole “triennio 2020-2022” scritte nell’articolo 5-bis del decreto-legge 29 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, con la legge 17 luglio 2020, n. 77 con le parole “quadriennio 2020-2023. Decreto in vigore dal 30 dicembre 2022. In pratica si sposta a dicembre 2023 il fabbisogno formativo originariamente richiesto entro il 2022.

La pubblicazione, avvenuta qualche giorno, fa, nella Gazzetta Ufficiale, apre finalmente quegli attesi spiragli per i quali ci eravamo personalmente battuti e in merito ai quali il nostro sindacato, con un mirato comunicato stampa del 14 settembre 2022,  si era rivolto direttamente al Ministro della Salute, corroborando tale richiesta con una serie di pressioni e sollecitazioni ai vari livelli, per chiedere , senza mezzi termini, di rivedere la normativa in vigore per tutelare gli infermieri e gli altri professionisti del comparto.

Ci mostrammo estremamente preoccupati, dal momento che si paventava addirittura il rischio di radiazione dall’albo per coloro che non si fossero messi in regola con i crediti Ecm entro il 2023. 

Dichiarammo apertamente il nostro dissenso, evidenziando che gli infermieri e gli altri professionisti sanitari italiani, dopo gli anni delle battaglie contro il Covid, oggi sottopagati e vessati da un sistema sanitario che continua a metterci nella condizione di scrivere pagine poco edificanti nel lungo e tormentato libro della storia dei professionisti  sanitari, non meritavano, come costretti eternamente a camminare su un cornicione, di subire ulteriori colpi, che rischiavano di aumentare il loro disagio.

Evidenziammo senza se e senza ma , continua De Palma, che il poco tempo a disposizione, non avrebbe consentito, purtroppo, a tanti, di applicarsi come desideravano, e di dedicare lo spazio necessario alle attività di aggiornamento senza correre il serio rischio di precludere, ulteriormente, i già minati bisogni delle proprie famiglie, dei propri figli.

Alle sanzioni tradizionali, come noto, si aggiungeva, poi, la pericolosa previsione della legge 233/2021 (art. 38 bis) in cui si indica che dal triennio 2023-2025 l’efficacia delle polizze assicurative stipulate in base alla legge 24/2017 (responsabilità professionale) sarebbe stata condizionata dall’assolvimento di almeno il 70% dell’obbligo formativo individuale del triennio.

Mettemmo in luce, in poche parole, che esiste questa ulteriore norma sulle assicurazioni professionali che prevedono che, se non si è possesso della maggior parte dei crediti formativi Ecm, le coperture assicurative perderebbero addirittura di efficacia.

Ad oggi non possiamo che tirare un sospiro di sollievo , dice ancora De Palma.

La proroga di 12 mesi relativa alla scadenza dei crediti Ecm, da noi fortemente richiesta e sollecitata, evita, con un atto di indispensabile buon senso, da parte del Governo, ulteriori pericolosi contraccolpi e cancella, almeno per quest'anno,  il rischio di nuove spade   sulla testa degli operatori sanitari.

Abbiamo bisogno, finalmente, di una politica lungimirante che comprenda che gli infermieri sono la chiave di volta da cui ripartire, le fondamenta da cui ricostruire. Infermieri naturalmente sereni, valorizzati, e non destinatari di norme troppo rigide, che come in questo caso, dovevano essere riviste e modificate. 

Per noi una importante soddisfazione, lasciatecelo dire, conclude De Palma, una risposta ai nostri accorati appelli che rappresenta la dimostrazione palese di come non possiamo e non dobbiamo fermarci, lavorando ogni giorno per costruire un futuro degno di tal nome per gli infermieri italiani e le altre professioni sanitarie».

C.S.

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