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Economia e lavoro | 11 gennaio 2022, 15:30

Confagricoltura: "Inascoltati i nostri avvertimenti sul pericolo di peste suina"

"Ora - sostengono i responsabili dell'associazione agricola - servono interventi tempestivi per limitare la fauna selvatica e limitare il proliferare della malattia"

Confagricoltura: "Inascoltati i nostri avvertimenti sul pericolo di peste suina"

Anche Asti Agricoltura associa alla proliferazione incontrollata della fauna selvatica l’insorgere del problema della peste suina africana (PSA), una malattia virale, altamente contagiosa e spesso letale, che colpisce suini e cinghiali, fortunatamente non trasmissibile agli esseri umani.

Asti Agricoltura sottolinea che da anni, nel denunciare alle istituzioni, questo problema, ha sempre preso in considerazione il fatto che si sarebbe potuto giungere a conseguenze di questo genere. L’Organizzazione agricola astigiana da tempo sosteneva che il proliferare della fauna selvatica ha raggiunto livelli insostenibili, sia per il comparto agricolo che per la viabilità stradale.

“Se originariamente il problema era concentrato quasi esclusivamente all’interno delle zone boschive afferma Enrico Masenga, tecnico specialistico della Confagricoltura di Asti che, nell’aprile 2021, aveva messo in guardia in merito ad una possibile diffusione di malattie per il comparto zootecnico –, negli ultimi anni i cinghiali sono stati avvistati anche nelle aree di pianura, dove hanno distrutto vaste superfici di raccolto. Oltre a questo si è scoperto che i cinghiali potrebbero trasmettere alcune malattie sia ai bovini che ai suini”.

Ora la situazione è molto grave, come viene avvalorato dal fatto che la Regione Piemonte ha avviato l’insediamento dell’unità di crisi per l’adempimento delle azioni previste dal manuale operativo e dalle norme specifiche in materia, definendo una “zona infetta” e una “zona di sorveglianza”, con le relative prescrizioni.

“E’ necessario affrontare il problema in maniera risolutiva con interventi tempestivi, racchiusi in un’azione coordinata e congiunta che coinvolga le istituzioni, le Asl, le associazioni venatorie e quelle di categoria per cercare di reprimere l’insorgenza e lo sviluppo di questo terribile morbo che andrebbe a danneggiare in modo irreversibile le aziende agricole, gli allevatori e tutte gli attori coinvolti nella filiera della carne bovina e suina, afferma il direttore della Confagricoltura di Asti Mariagrazia Baravalle.

“E’ doveroso perseguire la strada relativa agli abbattimenti – aggiunge il presidente Gabriele Baldi – per limitare la presenza abnorme di cinghiali, tutelando le produzioni agricole ed evitando al tempo stesso la propagazione della Peste Suina Africana. E’ anche in gioco la nostra sicurezza alimentare. Contemporaneamente continuiamo a chiedere adeguati indennizzi per i danni diretti e indiretti subiti dalle aziende agricole, auspicando una semplificazione delle procedure per la valutazione dei danni e del conseguente tempestivo ristoro”.

Redazione Asti

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