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Economia e lavoro | 23 aprile 2021, 19:00

Immatricolazioni auto, anche Novara archivia un marzo positivo

Il mercato piemontese vede finalmente la luce in fondo al tunnel

Immatricolazioni auto, anche Novara archivia un marzo positivo

Il mercato dell'auto italiano, dopo aver frenato ancora a febbraio, riparte con lo sprint. La crescita di marzo fa infatti archiviare un buon primo trimestre 2021 e Piemonte e Novarese non fanno, per fortuna, eccezione. I Suv, tra l’altro -e questa è una notizia in controtendenza con i report degli ultimi mesi- conquistano il primato di vendite delle utilitarie. In marzo, dunque, stando ai dati diffusi in questi giorni dall’Anfia, sono state immatricolate nella nostra regione oltre 19 mila vetture, quasi cinque volte il dato di un anno fa. 

La classifica dei modelli più popolari vede sempre al vertice la Panda, con quasi 2 mila auto immatricolate. Un primato questo confermato in tutte le province piemontesi, tranne che ad Asti e a Biella. Alle sue spalle si piazzano la Jeep Renegade (1.600 circa) e la Fiat 500 (poco più di mille). Seguono, nell’ordine, la Fiat 500X, la Lancia Ypsilon, la Jeep Compass e la Fiat Tipo. A marzo, si diceva, i veicoli più richiesti sono stati i Suv, che hanno chiuso il mese con quasi 9 mila immatricolazioni. Seguono le utilitarie, una volta al primo posto. Analizzando il quadro in base alle province, nel Vco 382 immatricolazioni contro le 78 dell'anno scorso, a Novara 980 (erano state 165), a Torino 7.068 (1.386). L'auto preferita dai verbanesi è sempre la Fiat Panda, seguita dalla Suzuki Swift e dalla Hyundai I 10; a Novara, nell’ordine, si acquistano Panda, Toyota Yaris e Ford Puma, mentre a Torino Panda, Fiat 500 e Lancia Ypsilon. Intanto, è in crescita anche il trend delle vetture “alla spina”. Le ibride, infatti, hanno superato le diesel. I dati, sempre dell’Anfia, evidenziano il segno più delle motorizzazioni alternative. Le elettriche a batteria sfiorano il migliaio di vetture messe su strada (e iniziano a comparire pure nel Vco), mentre le ibride raggiungono le immatricolazioni, superando le diesel per mille unità

E se il mercato vede la luce dopo il lockdown, il settore guarda invece con preoccupazione ai ritardi delle istituzioni nel favorire la transizione verso una mobilità sostenibile. "A fronte di ingenti investimenti dei costruttori verso elettrico e idrogeno - spiegano gli esperti - la rete stradale europea risulta ancora in forte ritardo nell'installazione delle infrastrutture di ricarica che crescono della metà rispetto al mercato. Senza un numero adeguato, anche in prospettiva, di impianti di ricarica veloce sulle principali autostrade continentali sarà impossibile raggiungere l'obiettivo delle emissioni zero nei prossimi 30 anni". In questo quadro l'Italia è ancora all'ultimo posto (maglia nera che condivide insieme alla Spagna) fra i grandi Paesi europei nella diffusione di auto “alla spina”. Auto che, manco a dirlo, crescono invece velocemente nella vicina Svizzera.


Redazione

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