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Novara | 18 marzo 2020, 08:16

Se n’è andato Mauro Ongari, una vita al servizio degli altri

Se n’è andato Mauro Ongari, una vita al servizio degli altri

Si è spento nella tarda serata di lunedì 16 marzo all’hospice di Galliate, il dottor Mauro Ongari, 60 anni, medico chirurgo molto conosciuto in città. Era ammalato da tempo. Lascia la moglie Edoarda e le figlie Maria, Caterina e Nerina.

Fino a due settimane fa Mauro Ongari ha continuato a prendersi cura dei suoi pazienti, senza dare a vedere nulla della battaglia che combatteva da ormai tre anni. Così aveva fatto sempre, nei lunghi giorni di una malattia vissuta con infinito coraggio. Nel pomeriggio del 16 marzo, nel letto dell’hospice di Galliate, ha ricevuto la notizia  della sua nomina a Dirigente del Reparto di Chirurgia Generale di Galliate. "Mauro, ti hanno nominato Primario". Lui si sveglia, capisce, sorride. Poche ore dopo, nella tarda serata, si spegne, circondato dall'affetto dei suoi cari. La vita di Mauro è tutta qui: l'amore e il servizio. Per come ha condotto la sua personalissima battaglia, potrebbe essere definito un eroe. Ma Mauro non ha mai fatto altro che rispondere alla sua vocazione: essere un chirurgo, curare la vita delle persone. Lo ha fatto esercitando la sua professione fino in fondo. Lo ha fatto da Tenente Medico della Croce Rossa Italiana, come volontario nell’operazione Mare Nostrum nel 2015 e ad Amatrice presso il Base Camp durante l'emergenza Sisma dell'Italia Centrale nel 2016. Lo ha fatto prestando servizio nella Casa Circondariale di Novara. Lo ha fatto da donatore di sangue per tutta la vita. Così, a coronamento di questa vita di servizio, nel 2019 è diventato Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana.

Mauro non si sentiva un eroe, ma un cittadino, una persona umana, chiamata a mettersi a servizio. Era libero di servire, dedicarsi alla sua famiglia e coltivare le sue passioni, dando il giusto peso a ciascuna di queste, mettendo sempre davanti gli altri. Sua moglie, le sue figlie, suo fratello, i suoi cari, i suoi amici e i suoi pazienti. I tantissimi a cui si è fatto prossimo durante la sua vita, troppo breve, ma così grande. Una vita che ha lasciato il segno. Perché Mauro, nella vita che ha vissuto, nell'amore che ha donato, nell’esempio che ha lasciato, rimane qui.

ECV

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