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Notizie dal Piemonte | 10 novembre 2019, 10:30

Non solo musica o meteo, adesso Alexa aiuta anche a muovere le sedie a rotelle: ecco A.L.B.A. (FOTO e VIDEO)

Presentato al San Camillo il sistema innovativo che permette ai disabili di muoversi in autonomia, grazie all'assistente vocale di Alexa. Segato (Teoresi): "Un'intuizione nata dalle necessità della mia nonna 90enne"

Non solo musica o meteo, adesso Alexa aiuta anche a muovere le sedie a rotelle: ecco A.L.B.A. (FOTO e VIDEO)

Non solo la scelta della musica di sottofondo, l'ultimo bollettino meteo o l'accensione delle luci di casa. La voce di Alexa, l'assistente vocale di Amazon ormai conosciuto a tutti, può diventare un aiuto per chi non è in grado di muoversi da solo. Succede grazie ad A.L.B.A., il sistema progettato dall'azienda torinese di Teoresi che trasforma una normale carrozzina per disabili in un mezzo in grado di muoversi grazie al comando vocale.

"Alexa, chiedi ad Alba di". Ecco il codice, la parola magica attraverso la quale la sedia a rotelle comincia a muoversi, dirigendosi verso la destinazione scelta dal paziente. E la sua presentazione ufficiale si è tenuta presso il presidio San Camillo, centro di riabilitazione sulla collina torinese, con cui si è sviluppata la collaborazione per sviluppare l'idea di Andrea Segato, responsabile dello sviluppo dei mercati di Teoresi, azienda che - nata nel 1987 - oggi è un gruppo internazionale con sedi in Europa e negli Usa.

"L'idea nasce per una necessità personale, o meglio della mia nonna novantenne che era rimasta bloccata in carrozzella - racconta Segato - e da lì ho cominciato a cercare soluzioni possibili e disponibili. Non è un problema di nicchia, visto che l'1% della popolazione mondiale è su una sedia a rotelle".

"Da oggi entriamo in campo noi, per capire eventuali limiti e tutte le possibilità che questi strumenti mettono a disposizione dei pazienti - commenta Marco Salza, direttore generale del presidio San Camillo -. Un sistema utile per chi ha disabilità gravi, ma anche pazienti fragili. E una volta messo a punto questo strumento potrà essere declinato e applicato anche in altri settori, penso a teatri, stazioni e altri luoghi simili".

"Proprio qui in queste stanze, in passato - ricorda - fu presentato il prototipo di quel puntatore oculare che oggi permette di scrivere a chi non può muoversi e che ora ha così tanto successo".

"Come azienda cerchiamo sempre di sviluppare i nostri servizi in collaborazione con altre imprese - dice Giulia Poli, di Amazon - e il progetto Alba sposa perfettamente la visione di Amazon su Alexa: non è l'uomo che deve imparare a usare la tecnologia, ma al contrario è la tecnologia che deve imparare ad ascoltare dalla voce umana. Il metodo più universale e facile per comunicare con il mondo esterno. E con questo vogliamo dare autonomia e indipendenza".

Dal corrispondente a Torino

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