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Novara | 18 ottobre 2019, 19:19

La norma di legge a garanzia della copertura finanziaria della Città della Salute di Novara rimane ancora una volta ferma al palo

La norma di legge a garanzia della copertura finanziaria della Città della Salute di Novara rimane ancora una volta ferma al palo

La norma di legge a garanzia della copertura finanziaria della Città della Salute di Novara rimane ancora una volta ferma al palo. Solo due giorni fa, rispondendo alle richieste di chiarimento formulate dal consigliere novarese del Pd Domenico Rossi, l’assessore alla sanità della Regione Luigi Icardi aveva dato le più ampie rassicurazioni: la “leggina” (si tratta in sostanza di una garanzia che la Regione fornisce allo Stato sul pagamento della quota per la realizzazione dell’opera a carico dell’Azienda Ospedaliera) sarebbe stata portata in giunta venerdì (oggi) e poi in consiglio regionale appena possibile.

E invece, non c’è traccia dell’approvazione, né nell’elenco delle delibere approvate dall’esecutivo che viene girato a fine seduta ai consiglieri, né nel report sui lavori di giunta inviato alla stampa.

«Anche oggi – commenta preoccupato il consigliere Rossi - nonostante le promesse e le rassicurazioni, non la norma non è stata approvata».

«Ci aspettiamo – aggiunge - che l’assessore Icardi spieghi nel dettaglio le ragioni del mancato via libera al documento e cosa intende fare per scongiurare altri ritardi per un progetto tanto importante per il territorio novarese e per tutto il Piemonte Orientale» .

A spiegare l’accaduto è, per ora, il rappresentante novarese nella giunta regionale di Alberto Cirio, l’assessore all’ambiente Matteo Marnati.

«Il collega Icardi – dice Marnati – ha predisposto, come assicurato in consiglio, il testo di legge, che però è arrivato in giunta con un parere negativo del dirigente. In sostanza si eccepisce che una norma di questo tipo possa essere approvata perché non sarebbe sostenibile per le finanze regionali»

Sembra in sostanza di capire che Icardi abbia formulato la legge prevedendo un’unica garanzia sull’intero ammontare della somma. Qualcosa che oggettivamente è difficilmente compatibile con le attuali condizioni del bilancio regionale.

«La delibera – aggiunge Marnati  - è stata ritirata e sarà rivista in sede tecnica. MI auguro che possa essere trovata una soluzione accettabile e che si possa mandare avanti poi l’approvazione in consiglio regionale. Se così non fosse, penseremo ad un “piano b”, tornando a discutere con il ministro e con i suoi funzionari» 

Anche i consiglieri del Pd pensano ad un piano b: «Si tratta – dice Domenico Rossi - di una mancanza che cercheremo di colmare come gruppo del Partito Democratico presentando un provvedimento in assestamento di bilancio che impegni la Regione a trasferire all’azienda ospedaliera annualmente i fondi necessari al pagamento del canone come richiesto dal Ministero ormai nel mese di maggio scorso».

ECV

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