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Eventi | 12 ottobre 2019, 09:30

Da Borgomanero a Buenos Aires: María J. Cerutti racconta la sua saga familiare di emigrazione, vino e dittatura

La scrittrice argentina ospite nel Novarese sabato 12 ottobre a Borgomanero (ore 15,30) e a Gattinara (ore 17,30) per presentare il suo libro Vino amaro. Una storia di emigrazione e dittatura (Interlinea) con brindisi finale alla Cantina Travaglini

Da Borgomanero a Buenos Aires: María J. Cerutti racconta la sua saga familiare di emigrazione, vino e dittatura

Questo sabato 12 ottobre alle 17,30 Maria J. Cerutti sarà ospite alla Cantina Travaglini di Gattinara per la presentazione di Vino amaro. Una storia di emigrazione e dittatura, a colloquio con Roberto Cicala, Giovanni Cerutti e Cinzia Travaglini. Al termine dell’incontro è previsto un brindisi finale. Alle 15,30 l’autrice si racconterà invece nella cornice della Biblioteca Fondazione Marazza a Borgomanero, a colloquio con Giovanni Cerutti. Maria J. Cerutti sarà presente a ottobre in un tour sul territorio italiano– da Milano a Torino, da Genova a Cuneo fino a Roma – per presentare il suo libro di memorie edito da Interlinea. Vino amaro. Una storia di emigrazione e dittatura 
è il titolo di María Josefina Cerutti, autrice argentina di origini familiari novaresi, che in ottobre farà un tour in Italia – da Cuneo a Biella, da Genova a Roma fino a Palermo – per presentare il suo libro di memorie edito da Interlinea. 
Vino amaro è una storia emblematica sull’emigrazione e sull’ingiustizia della dittatura argentina. Il
romanzo autobiografico prende avvio da rapimento, scomparsa e uccisione del nonno dell’autrice, alla cui famiglia la dittatura sottrasse la casa assieme a tutti i vigneti. La vicenda, tra passioni e dolori, è raccontata in prima persona con gli occhi di una testimone della tragedia collettiva vissuta
dall’Argentina di quegli anni, ma è anche una storia italiana che racconta chi erano e come vivevano i nostri emigrati, che fondarono l’ancora fiorente industria argentina del Malbec.
Come scrive nell’introduzioneGiovanni Cerutti (direttore scientifico dell’Istituto Storico Fornara che ha collaborato al progetto), «condotto sul registro narrativo, è il racconto fedele di una vicenda vissuta, senza concessioni all’invenzione letteraria, che attinge ai propri ricordi e ai ricordi di chi ha accettato di condividerli con l’autrice. È, dunque, soprattutto la storia di una famiglia, ricostruita con grande affetto e partecipazione, affetto che è soprattutto il riflesso di un’infanzia felice, ma senza indulgere al sentimentalismo che edulcora la realtà. Una storia ben radicata nel tempo e nello spazio; perciò è anche una storia di emigrazione, di Italia e di italiani».
Una citazione da Vino amaro: «Adesso la facciata della Casa Grande è dipinta di bianco e sabbia, ma allora, nella sua versione originale, in linea con l’architettura piemontese, era di mattoni a vista. La porta, o meglio il portone, era di rovere e aveva quattro ante. Era fatto così perché ai tempi di 
Mazzolari entravano nel patio a cavallo. Il nonno Manuel entrava con la macchina. Ma Josefina non lo permise mai: né macchine né cavalli. “È una cosa da indios” insisteva.  Sopra il portone c’era una meridiana di quattordici spicchi, rosso, ambra, verde e blu. E sopra la meridiana, un grappolo d’uva come stemma. Gli immigrati fondarono stirpi vinicole italiane fuori dall’Italia con il loro modo contadino di relazionarsi con la terra. A tenerli insieme furono sapori, profumi, consistenze, paesaggi».
María Josefina Cerutti, italoargentina, pronipote di Emanuele Cerutti nato nel 1864 a Borgomanero, in provincia di Novara, è nata a Mendoza, ai piedi delle Ande. Si è laureata in Sociologia a Buenos Aires e a Trento con due tesi sul ruolo degli emigrati italiani nel mondo del vino e da allora si è dedicata a studiare l’emigrazione italiana in Argentina. María Josefina continua a scrivere anche su varie testate di Buenos Aires, si dedica alla diffusione della cultura e della letteratura del vino e insegna yoga all’Università Nazionale delle Arti di Buenos Aires.Maria Josefina Cerutti ha 
una formazione sociologica e lunghe ricerche sull’emigrazione italiana alle spalle, la cui solidità traspare nella ricostruzione puntuale e accurata del contesto socio-economico entro cui si è sviluppata la presenza italiana in Argentina e nella precisione con cui restituisce nel libro Vino amaro la mentalità di questi nostri connazionali, in cui non è poi così difficile 
identificarsi.

C.S.

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