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Novara | 14 settembre 2019, 18:31

Domenica 15 settembre l’inaugurazione della mostra “Apparenze” di Florine Offergelt

Opere di Florine Offergelt a cura di Emiliana Mongiat

Domenica 15 settembre l’inaugurazione della mostra “Apparenze” di Florine Offergelt

Domenica 15 settembre alle ore 17 presso Villa Picchetta a Cameri si terrà l'inaugurazione della mostra della mostra “Apparenze”, opere di Florine Offergelt a cura di Emiliana Mongiat. La mostra sarà visitabile fino al 27 ottobre sabato e domenica dalle 14.30 alle 19.30

La mostra

Un “sogno” che per Florine Offergelt si configura come invito a superare le apparenze imposte da relazioni personali e sociali che già nel mondo contemporaneo si sono fatte difficoltose e superficiali. Riflessioni che hanno portato l’artista a rappresentare un’umanità costituita da involucri vuoti, privi del corpo e dell’anima. Volumi e pensieri suggeriti da maschere, poderose corazze, luminosi e trasparenti torsi maschili dalle forme perfette: apparenze, appunto.

L’Autore e il suo progetto per la mostra

Florine Offergelt è nata nei Paesi Bassi. Conclusi gli studi superiori di arte e moda ha raggiunto l’Italia dove, attraverso un percorso artistico e creativo ha sviluppato le proprie intuizioni giocose e uniche indagando le componenti magiche del mondo in cui viviamo. Alla fine degli anni Novanta, però, è tornata alla sua originale passione, la scultura, e ha iniziato il processo solitario nella ricerca e nella sperimentazione di forme e materiali per esprimere le sue idee. Ha utilizzato e utilizza in modo prevalente l’argilla, operando anche con la tecnica ‘raku’. L’artista ha esposto ed espone regolarmente in Italia e in Francia, rispondendo anche a numerosi inviti per partecipare a presti- giose manifestazioni di Milano, Genova e Padova. Fra le esposizioni più significative si segnala quella presso la Galleria “Signatures”, di Cannes, a due passi dalla promenade de la Croisette. Per la realizzazione di questa mostra l’artista ha indagato l’universo relazionale contemporaneo, fatto di rapporti indiretti, di persone che si nascondono dietro gli schermi dei computer come se fossero maschere, di attenzione esagerata per un’esteriorità da esibire. I raffinati involucri dell’artista, lucidi e colorati, diventano quindi metafora di un mondo futuro sempre più ingannevole e infido.

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