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Notizie dal Piemonte | 12 settembre 2019, 10:04

Allarme scuola, mancano insegnati nell'Infanzia e Primaria

"Per sopperire a ciò le Scuole stanno provvedendo a nominare da MAD (messe a disposizione di personale non presente in graduatoria) ma, tra queste, solo in minima parte con personale con titolo idoneo".

Allarme scuola, mancano insegnati nell'Infanzia e Primaria

Mancano insegnanti con titolo di studio idoneo. A denunciarlo, da anni, è il sindacato Flc Cgil di Biella che scrive. "Le nostre Scuole di Infanzia e Primaria si avviano al collasso a causa della mancanza di personale provvisto del titolo di studio idoneo all’insegnamento. La “storia” viene da lontano. Con l’introduzione, nel 2002, del percorso di laurea in Scienze della Formazione Primaria il “vecchio” diploma magistrale ha cessato di essere titolo di studio idoneo all’insegnamento. I diplomi conseguiti entro il 2002 sono rimasti – e lo sono ancora – titoli idonei e abilitanti ma, appunto, da quella data in poi si è reso necessario per gli aspiranti Insegnanti conseguire la laurea. Fino a qui, da un punto di vista strettamente normativo/formativo, nulla da obiettare.

Fatti salvi i diritti acquisiti (per i diplomati ante 2002) è stato corretto prevedere la necessità di una laurea per accedere all’insegnamento anche nelle scuole del primo ciclo. Il problema, che sta assumendo dimensioni molto preoccupanti, è che il nuovo canale di reclutamento, la laurea in Scienze della Formazione Primaria, non tiene assolutamente conto delle reali esigenze delle nostre Scuole. Il numero dei nuovi laureati è infatti molto inferiore rispetto al fabbisogno. Non solo, il divario tra il numero dei pensionamenti e dei nuovi laureati continua a crescere, quindi nei prossimi anni la situazione è destinata a peggiorare. Il numero insufficiente di Insegnanti titolati non è determinato dalla mancanza di aspiranti ma dalla struttura stessa del percorso di laurea che è a numero chiuso, a contingenti insufficienti alle reali necessità.

Le Facoltà continuano a limitare l’accesso al percorso di studi – ci sia consentito, in barba ai dettami costituzionali che ne garantiscono il diritto – a centinaia di giovani motivati, questo a fronte di un fabbisogno in continuo aumento (causa pensionamenti) da parte delle nostre Scuole. Confrontiamoci ora con i numeri. Alle nomine del personale precario svoltesi lo scorso venerdì 6 settembre, parliamo sempre di Insegnanti di Infanzia e Primaria, erano da assegnare 350 cattedre complete e di durata annuale, sia su posti normali sia di sostegno. Ne sono state assegnate, per mancanza di aspiranti con titolo, solo 182 (pari al 52%). 168 cattedre complete e annuali (pari al 48%) non sono state assegnate per mancanza di titolati. Le nostre Scuole hanno quindi iniziato le lezioni con un “buco” di 168 cattedre, cui si devono aggiungere le molte supplenze brevi quali maternità, malattie, aspettative...ecc.. .

Per sopperire a ciò le Scuole stanno provvedendo a nominare da MAD (messe a disposizione di personale non presente in graduatoria) ma, tra queste, solo in minima parte con personale con titolo idoneo. Nella maggior parte dei casi i Dirigenti Scolastici si vedono costretti ad attingere a persone sprovviste del titolo. Quali garanzie didattiche e quale qualità di insegnamento possono esserci? Un laureato in Lettere o un diplomato al Liceo Classico come può trovarsi “catapultato” in una Scuola dell’Infanzia con bimbi di 3 anni o a gestire un delicato caso di sostegno? La situazione, come abbiamo detto, è destinata solo a peggiorare. A fronte - parliamo sempre della nostra provincia di Biella - di 14 nuovi laureati in Scienze della Formazione Primaria, sono andati in pensione 35 Insegnanti! Ciò significa che lo scarto rispetto allo scorso anno è aumentato di 21 posti e, tenuto conto dei prossimi pensionamenti, continuerà a crescere. Il Ministero, lo denunciamo con forza, deve intervenire immediatamente per garantire il libero accesso alla Facoltà di Scienze della Formazione Primaria, quantomeno in numero sufficiente a coprire il reale fabbisogno delle Scuole. Nell’immediato occorre inoltre un piano formativo straordinario che garantisca la formazione al personale che si trova impegnato in attività didattiche pur senza averne il titolo".

Dal nostro corrispondente a Biella

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